Per tutti ‘zona rossa’. Col Natale quasi alle porte, finisce anche la zona giornata di lockdown imposto dal governo per affrontare l’epidemia di Coronavirus e le festività. Fino a domenica 27 dicembre resteranno chiusi negozi e attività commerciali eccezion fatta per farmacie, alimentari e beni di primissima necessità.

Il ‘lockdown’ in versione soft pensato per il Natale-Covid, attivo da ieri, sarà in vigore fino al 27 dicembre, poi una pausa in fascia ‘arancione’ nei giorni 28, 29 e 30, e si torna zona rossa dal 31 dicembre al 3 gennaio. Le misure tornano ad alleggerirsi il 4, per chiudere ancora in ‘rosso’ il 5 e 6 gennaio.

Spostamenti permessi solo per ‘comprovate esigenze’ e per andare, in non più di due persone, eccezion fatta per minori di 14 anni e disabili, in visita in casa di un parente o un amico. Per tutto il periodo natalizio è confermato il divieto di spostamenti dopo le 22.

Cosa è consentito e cosa non lo è nei giorni ‘rossi’ – Nei festivi e prefestivi di zona rossa, è vietato qualsiasi spostamento se non per comprovate esigenze di lavoro, necessità e salute, fatto salvo per la deroga inserita nel provvedimento che consente, prima delle 22, lo spostamento per due persone verso una sola abitazione per una volta al giorno, all’interno della propria Regione (consentita quindi anche la mobilità tra comuni). E’ possibile inoltre raggiungere le seconde case all’interno però del solo territorio regionale. Bar e ristoranti resteranno chiusi al pubblico, con la sola possibilità dell’asporto. Aperti invece, tra gli altri, gli alimentari (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari), i tabaccai, le farmacie, parrucchieri e barbieri, negozi di vendita al dettaglio. Nessun cambiamento per chi vuole andare a messa o visitare luoghi di culto nei giorni ‘rossi’: basta avere con sé l’autocertificazione e per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati” i luoghi di culto “fra quelli più vicini”.

Cosa è consentito e cosa non lo è nei giorni ‘arancioni’ – Riaprono bar e ristoranti ma solo per l’asporto fino alle 22, mentre da questo orario è possibile la consegna a domicilio. Gli spostamenti sono liberi all’interno dei Comuni e nel raggio di 30 chilometri per i centri con meno di 5000 abitanti, da dove, comunque, non si possono raggiungere i capoluoghi di provincia.

Redazione