Erano circa 200 i camerati che si sono dati appuntamento a Dongo, nella provincia di Como, per ricordare Benito Mussolini, fucilato 28 aprile 1945 dai partigiani insieme alla sua amante Claretta Petacci a Giulino, frazione di Mezzegra, a poca distanza.

A Dongo, dove anche Mussolini e Petacci furono catturati, vennero giustiziati i gerarchi fascisti catturati dai partigiani. Con tanto di camice nere, fez e bomber scuri, nostalgici del ventennio di tutte le età si sono ritrovati nello spazio antistante piazza Paracchini dalle 8.30.

Un’ora dopo il gruppo ha dato vita all’appuntamento ormai rituale per commemorare il capo della Repubblica sociale italiana. La manifestazione a Dongo, in una piazza blindata con polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, è durata pochi minuti: il tempo di scandire i nomi dei morti della Rsi da commemorare.

In un’altra area della piazza, dietro a delle transenne, a protestare c’era una delegazione di circa 300 antifascisti chiamati a raccolta dall’Anpi per dire “no al fascismo”. I partecipanti alla contromanifestazone hanno mostrato un lungo striscione con la scritta “Dongo luogo della memoria dice no a razzismi e fascismi di ieri e di oggi”. Tante le bandiere anche della Cgil, della Fiom, di Rifondazione comunista, Sinistra italiana.

Tra cori e “Bella ciao” il gruppo antifascista ha contestato la celebrazione dei militanti neofascisti che poi è proseguita a Giulino di Mazzegra per l’omaggio a Benito Mussolini e Claretta Petacci. Lungo la strada un lungo striscione con la scritta “Presente”, le foto del Duce e di Claretta e dei fiori.

Nei giorni precedenti la polemica era esplosa sull’autorizzazione della manifestazione neofascista. Da più parti, PD, Sinistra italiana, Anpi, era giunta al Viminale la richiesta di vietare una “manifestazione fascista, apologetica e oltraggiosa della Costituzione”. Ma dopo un incontro coi delegati Anpi, il prefetto di Como Andrea Polichetti ha deciso di autorizzare il doppio omaggio delle camicie nere.

“L’incontro è stato molto cordiale, ma non ha sortito gli effetti sperati, ovvero il diniego da parte delle autorità di proibire in modo preventivo l’adunata di stampo fascista – spiegano Guglielmo Invernizzi, il presidente provinciale dell’Anpi, Danilo Lillia segretario della sezione Anpi Alto Lago di Dongo e Matteo Mandressi, della segreteria Cgil di Como, come riportato da Repubblica – Ciò che più dispiace è la contrapposizione sullo stesso piano delle ragioni degli antifascisti e di quelle dei fascisti circa la libertà di parola sancita dalla Costituzione. Non possiamo accettare di essere parificati nei fatti anche se non nelle parole con i fascisti del terzo millennio. Per questo nei prossimi giorni chiederemo un incontro anche col Procuratore della Repubblica”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.