Davvero un’idea poco brillante. In piazza della Malva, nel cuore di Trastevere, una delle più belle e caratteristiche piazzette di Roma, è spuntato il monumento alla porchetta. Una statua in travertino che rappresenta il celebre piatto romano: il maiale porchettato. Ottimo con la ciriola, perfetto per la pizza bianca, ma davvero poco edificante come opera d’arte. Un’opera d’arte culinaria in senso assoluto: di certo nulla di statuario.

TUTTI CONTRO 

Un’iniziativa  del I Municipio, col patrocinio del Campidoglio e del Mibac, che ha messo tutti d’accordo. Il municipio capitanato da Sabrina Alfondi (Pd) è riuscito nell’impresa di far arrabbiare tutti: i trasteverini, i romani in genere, che sui social hanno sonoramente bocciato la porchetta artistica e persino gli animalisti della Lav che stanno organizzano a mo’ di moti carbonari la rivolta. In effetti vedere la  di testa suina e incisioni sulla pietra a ricordare la cotenna legata e compattata è davvero poco edificante. Già perché i romani, almeno quelli veri (siamo rimasti in pochi…), detestano certe ostentazioni: tipo andare a pranzo e leggere “So’ ignorante”  per indicare una fettuccina al sugo.

LE INTENZIONI

«Nelle intenzioni di Sabrina Alfonsi e Giuseppa Urso, rispettivamente presidente e assessora alla Rigenerazione urbana del Municipio Roma 1, la statua dovrebbe celebrare l’antica tradizione romana delle mangiate all’aperto- sottolinea la Lav – Ma così si offende la sensibilità dei 300 mila romani vegani e vegetariani, con un insulto al valore della vita degli animali, al loro sacrificio forzato in nome di una preferenza alimentare solo egoistica». Vegani o no la scultura della porchetta fa veramente schifo e sicuramente va ad alimentare un pregiudizio assurdo sulla cucina romana. Polemiche a parte, certe scelte andrebbero condivise prima di esser messe alla berlina di tutto il mondo.

Franco Pasqualetti