Con ‘soli’ 19 giorni di ritardo, il Pentagono ha riconosciuto che l’attacco compiuto lo scorso 29 agosto da droni americani contro un presunto commando di terroristi Isis in Afghanistan, che secondo l’intelligence americana doveva colpire nuovamente l’aeroporto di Kabul, dove morirono oltre 130 persone tre giorni prima, fu “un tragico errore”.

Nel raid USA morirono dieci persone, sette bambini e tre adulti. Presentandosi ai giornalisti il generale Kenneth McKenzie, capo del del Central Command, ha chiesto scusa per l’errore. Una mossa obbligata dopo le numerose inchieste dei media americani che avevano avanzato forti ‘dubbi’ sull’esito ma soprattutto sulla genesi dell’attacco.

McKenzie ha quindi chiesto scusa e offerto le condoglianze dell’intera amministrazione Biden e dell’America tutta alla famiglia di Kabul distrutta dal missile Hellfire lanciato da un drone, annunciando inoltre che l’amministrazione sta considerando la possibilità di un indennizzo economico ai familiari delle vittime.

Dopo 19 giorni dunque il Pentagono ammette l’errore: è “improbabile” che il veicolo colpito dal drone e le persone al suo interno fossero associate all’Isis-K, lo Stato islamico del Khorasan che aveva rivendicato l’attentato del 26 agosto fuori l’aeroporto di Kabul, costato la vita a 13 Marines americani. 

Stando alle indagini portate avanti dall’intelligence, l’autista era dipendente da lungo tempo di una organizzazione umanitaria americana

Redazione