Tra dibattiti e mille difficoltà da affrontare l’election day è arrivato per quasi 51milioni di italiani aventi diritto al voto. Sono chiamati a dire sì o no alla riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari e in 7 regioni si vota anche per il consiglio regionale: Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia, senza trascurare la Valle d’Aosta, dove però non c’è l’elezione diretta del presidente.

Il Referendum – I cittadini sono chiamati a esprimersi sulla proposta di modifica costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari da 945 a 600, lasciando 400 deputati (oggi 630) e 200 senatori (oggi 315). Restano i senatori a vita di nomina del presidente della Repubblica nel numero massimo di 5, più gli ex capi dello Stato. Prevista anche la diminuzione dei parlamentari all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4. Per questo referendum non c’è bisogno di raggiungere il quorum e quindi vincerà l’opzione che raccoglierà più consensi, indipendentemente da quanti si recheranno ai seggi.

Il voto Regionale – Sono 7 le regioni in cu si dovranno scegliere il governatore e i consiglieri. Sei Regioni al voto (Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Puglia e Campania) con elezione diretta e una (Valle d’Aosta) con sistema proporzionale. In Campania per la terza volta va in scena il duello tra De Luca e Caldoro. In campo anche Valeria Ciarambino, per il M5S, candidata governatrice per la seconda volta. In Toscana la sfida è tra la leghista Susanna Ceccardi, Eugenio Giani per il centrosinistra e la grillina Irene Galletti. In Puglia si sfideranno Michele Emiliano, governatore uscente del centrosinistra, Raffaele Fitto del centrodestra e Antonella Laricchia.

In Veneto il leghista Luca Zaia, uscito rafforzato dalla gestione dell’emergenza Covid 19, va incontro alla terza investitura consecutiva. La resistenza è affidata a Arturo Lorenzoni, già vicesindaco di Padova, esponente della società civile capace di parlare alle diverse anime del centrosinistra (tranne Italia viva che corre da sola). Il M5S schiera Enrico Cappelletti. Nelle Marche l’amministrazione uscente è di centrosinistra (che ha sempre governato la regione) ora a sostegno di Maurizio Mangialardi che non è riuscito di ottenere l’appoggio del M5S, che invece sostiene Gian Mario Mercorelli. Il centrodestra corre compatto a sostegno del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli. Infine la Liguria dove l’uscente Giovanni Toti ha contro di sé l’unico candidato pel patto Pd-M5S Ferruccio Sansa che però non è appoggiato dai renziani che hanno preferito Aristide Massardo.

Gli orari per il voto – I seggi aprono domenica 20 settembre alle 7. Si andrà avanti fino a stasera alle 23 e si riprenderà lunedì mattina alle 7 fino alle 15. Dopo qualche ora di apprensione per la defezione in massa degli scrutatori, i seggi sono stati aperti regolarmente. Presidenti di seggio e scrutatori sono stati sostituiti con i membri della Protezione civile, dipendenti comunali e studenti universitari che hanno dato la disponibilità a coprire i vuoti che si sono creati.

Il rischio astensionismo – Si teme per l’affluenza ai seggi che potrebbe essere condizionata dall’emergenza pandemia. Il ministero dell’Interno ha diramato rigide procedure anti contagio per evitare code e assembramenti. Davanti alle urne gli anziani e i soggetti fragili avranno assicurata la precedenza, mentre sono stati creati seggi negli ospedali dove sono ricoverati i malati di Covid. Pe il resto sono previsti uso di mascherine, disinfettanti per le mani all’entrata e all’uscita, pulizia della matita, la deposizione diretta della scheda nell’urna da parte degli elettori, il rigido rispetto delle distanze. Pronte all’occorrenza squadre di pulizia straordinarie e gruppi delle Protezione civile davanti ai seggi per il rispetto delle norme antivirus. È previsto anche un servizio di voto a domicilio per chi è in quarantena. Ma dei circa 40 mila italiani che in questo momento sono chiusi in casa per smaltire i 14 giorni di clausura hanno fatto richiesta di voto a domicilio in 1820. E fra di loro spicca il nome di Silvio Berlusconi che voterà nella sua villa di Arcore.