Iniziano i preparativi per accogliere il voto in tutta Italia. Sono queste le ore in cui bisogna allestire i seggi e gli scrutatori si devono recare nei luoghi assegnati per iniziare tutte le operazioni di rito. Ma in tanti si sono tirati indietro. “Non posso più”, dicono in tanti e scatta la corsa a trovare i sostituti. L’idea di passare tante ore in un luogo chiuso con un viavai di persone continuo spaventa molti che hanno così deciso di mollare.

A Firenze 450 scrutatori hanno disertato, a Imperia a rinunciare sono stati in 114 su 180. Continua la corsa a trovare e i sostituti che se domenica 20 non dovessero presentarsi il presidente del seggio sarebbe costretto a pescare tra gli elettori presenti. Una situazione a cui nei giorni scorsi nessuno aveva pensato potesse accadere.

A Palermo sono 600 gli scrutatori rinunciatari su 1.869 nominati e così l’amministrazione comunale ha iniziato il giro di seconde e terze chiamate alla ricerca di un sì. A Savona hanno rinunciato in 55 per 61 seggi. In Campania sono i presidenti di seggio ad aver disdetto in massa. In tutta Italia ha rinunciato uno scrutatore su tre, un presidente di seggio ogni 4.

Le norme di sicurezza messe a disposizione per gli scrutatori a quanto pare non sono state convincenti come il tampone rapido con risultato in 5-10 minuti. A Padova dei 1.200 scrutatori nominati solo in 60 hanno approfittato del servizio, a Vicenza solo 310 su 3.336, a Belluno solo in 15 su 1.467.