La dinamica
Alberto Stasi e Andrea Sempio demonizzati. I filmini hard e le avances respinte: serve separare magistrati e stampa
Dopo aver mostrificato Stasi, è arrivato il turno di Sempio. Giusto per rinfrescarci la memoria, ricordo che quando fu pronunciata la sentenza di assoluzione di Stasi, perché non era stata provata la colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio, ne fu chiesto l’annullamento a furor di popolo e così avvenne, portando poi alla condanna del “ragazzo con gli occhi di ghiaccio”. Una dinamica simile, con conclusione giudiziaria diversa, ci fu quando fu presentata richiesta di revisione per l’orrenda strage di Erba, a conferma che come opinione pubblica l’idea del rispetto del dolore altrui non ci sfiora nemmeno…
Un innocente
Ora si ricomincia con Sempio. Non conosco le carte e anche se le conoscessi non avrei le competenze per valutare la solidità delle prove raccolte, ma il fatto che stiamo qui a parlarne mi fa nutrire forti dubbi sulle qualità inquirenti della Procura di Pavia. Non sto dicendo che “faccio il tifo” per l’assoluzione di Sempio, anche perché “fare il tifo” in una tragedia come il brutale assassinio di una ragazza di 26 anni è una cosa barbara della quale ci si dovrebbe vergognare. Dico invece che, certamente, almeno uno dei due ragazzi è innocente e, di conseguenza, una eventuale condanna di Sempio sarebbe la certezza che almeno un innocente è finito per anni dietro le sbarre.
Due torti non fanno una ragione
In queste circostanze più che mai è il caso di dire che due torti non fanno una ragione. Certamente non per Stasi che ha quasi finito di scontare la sua pena e che per i colpevolisti resterà tale anche se un Tribunale dovesse condannare Sempio. E nemmeno per Sempio, visto che anche in caso di assoluzione avrebbe comunque la vita rovinata. Tutto questo dimostra la necessità di una riforma per la separazione delle carriere sì, ma di magistrati e giornalisti: io ti giro una velina con i particolari più pruriginosi (i filmini “hard” con la fidanzata per Stasi, le avances respinte da Chiara per Sempio…), tu crei il clima per influenzare il giudizio, io vinco il processo, tu guadagni prestigio e notorietà, entrambi facciamo carriera. Se poi ne approfittassimo tutti per farci un esame di coscienza su come ci comportiamo davanti ai fatti di cronaca nera, diventeremmo un Paese migliore. Non perfetto, ma sensibilmente migliore.
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