Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, è stato assolto dalla Corte di Cassazione da tutte le accuse di corruzione e ha disposto un appello bis. Alemanno, presente in aula al momento della sentenza, dovrà rispondere solo per il reato relativo ad un episodio di traffico d’influenze.

I giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte hanno quindi respinto la richiesta avanzata dalla procura generale, rappresentata dal Pg Perla Lori, che chiedeva nei confronti di Alemanno la conferma della condanna a sei anni nell’ambito del processo nato dal procedimento stralcio sul ‘Mondo di mezzo‘.

In particolari i giudici del ‘Palazzaccio’ hanno fatto cadere l’accusa con la formula “per non avere commesso il fatto” nel capitolo che riguardava la gara d’appalto sulla raccolta differenziata e dichiarata prescritta l’ipotesi di corruzione nella vicenda del pagamento dei debiti Ama.

Alemanno era stato condannato in primo grado nel gennaio 2019 a 6 anni di reclusione, sentenza poi confermata anche in secondo grado: la vicenda riguardava i soldi che l’ex sindaco avrebbe ricevuto dal patron della cooperativa 29 Giugno, Salvatore Buzzi, e da Massimo Carminati, circostanza che entrambi avevano smentito. L’ex sindaco della Capitale era stato inizialmente accusato anche del reato di mafia, poi archiviato, ma in caso di condanna oggi Alemanno sarebbe potuto finire in carcere.

Una sentenza che “ridimensiona questa vicenda durata sette anni. Mi sono trovato mafioso, corrotto. Non c’è più quel fango che mi era stato tirato addosso. Per me finisce un incubo durato 7 anni che obiettivamente poteva essere evitato”, ha commentato l’ex sindaco dopo l’assoluzione disposta dai giudici.

Non possiamo che dirci soddisfatti dell’esito del ricorso che ha annullato tutte le ipotesi di corruzione – hanno commentano invece i difensori di Alemanno, Cesare Placanica e Filippo Dinacci – . La sentenza impugnata non prendeva atto di quanto già aveva statuito sulla vicenda la Corte di Cassazione e soprattutto non considerava che il sindaco Alemanno, al di là del coinvolgimento, solo tramite Panzironi, in alcune specifiche e a nostro modo di vedere lecite vicende“.

Cassazione che ha disposto per l’ex sindaco un appello bis in cui dovrà rispondere solamente solo per il reato di un episodio di traffico d’influenze: i giudici hanno infatti intimato un nuovo processo per la rideterminazione della pena per  presunto traffico di influenze in merito allo sblocco dei pagamenti Eur Spa. E’ stata invece confermata la condanna, a sei mesi, per l’accusa di finanziamento illecito.

Una assoluzione che fa esultare la destra capitolina. “Questa sentenza ristabilisce una verità, ma chi risarcirà del danno subito Alemanno e la stessa Capitale d’Italia? Qualche accusatore dormirà sereno questa notte?”, si chiede il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. Per l’ex ministro “le accuse della procura sono state smantellate quasi tutte nel corso degli anni Credo che adesso debba partire un’operazione di verità. Anche alla luce di quello che ha raccontato Palamara, che offe lo spunto per presentare puntuali denunce”.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, si dice “felice” per l’assoluzione di Alemanno. “Abbiamo sempre avuto fiducia in lui ed eravamo convinti della sua estraneità”, ha commentato all’AdnKronos, mentre il vicepresidente del Senato e senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa ricorda di “non aver mai dubitato che fosse estraneo alle accuse che gli erano state mosse e oggi, dopo sette lunghissimi anni, finalmente la giustizia ha riconosciuto la sua innocenza”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.