Nel giorno in cui l’Italia festeggia uno storico doppio oro olimpico, quello di Gianmarco Tamberi da salto in alto e quello ancora più clamoroso di Marcell Jacobs nei 100 metri piani, gara regina dell’atletica, c’è spazio anche per la prestazione clamorosa di Alessandro Sibilio, l’atleta napoletano che conquistato la finale dei 400 metri ostacoli alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

L’azzurro ha fissato il tempo a 47.93, in terza posizione di batteria, dovendo quindi attendere l’ultima sessione prima di esultare per il ripescaggio in finale. 

“Sono troppo contento, è stato molto difficile, piano piano sono andato in progressione – ha detto ai microfoni della Rai Sibilio – L’ho sognata molte volte la finale e ora sono tra i migliori otto. L’olimpiade è il punto più alto a cui aspirare, la medaglia è un sogno, per dopodomani non mi pongo obiettivi”.

Ma il corridore napoletano ha anche ricordato di aver passato “brutti momenti quest’anno. Non volevo neanche correre questa mattina, voglio ringraziare la mia mental coach. Grazie a tutti quelli che mi hanno supportato”.


Prestazione clamorosa quella di Sibilio nella sua semifinale, scendendo per la prima volta in carriera sotto i 48″, barriera infranta in Italia solo da Fabrizio Mori. L’atleta napoletana ha compiuto una progressione straordinaria, con un rettilineo conclusivo che lo ha visto rimontare gli avversari e concludere terzo, con un tempo che gli ha permesso il ripescaggio in finale.

L’atto conclusivo vede il migliore tempo assoluto per il norvegese Karsten Warholm (47.30 per il primatista mondiale), seguito dal brasiliano Alison Dos Santos (47.31), lo statunitense Rai Benjamin (47.37). Dietro quindi il qatarino Abderrahman Samba (47.47), il turco Yasmani Copello (47.88), Kyron McMaster dalle Isole Vergini Britanniche (48.26) e l’estone Rasmus Magi (48.36)

Redazione