Tensione alta
Allarme migranti per Ferragosto, la Spagna teme “un’invasione”
Per capire quello che sta accadendo a Ceuta è utile fare ricorso alle parole di Dino Buzzati nel Deserto dei Tartari: «Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita». Quello che sta accadendo nelle ultime ore nella exclave spagnola non si differenzia molto da quelle sensazioni provate dai protagonisti del romanzo sui bastioni della fortezza, anch’essa ultimo baluardo dell’Impero. Ceuta è questo: un bastione, un confine, una frontiera che ha mostrato all’Europa la sua paura più grande, l’invasione massiccia dall’Africa, sapendo bene che si tratta dello strumento di manovra in mano ai regimi del Nordafrica per condizionare la politica europea.
La Spagna ha le sue colpe, e le politiche di Pedro Sánchez hanno favorito la propaganda delle organizzazioni criminali che, con la complicità del Marocco, hanno permesso di azionare una massa enorme che si è riversata sul confine spagnolo. I numeri e la massa di marocchini hanno realizzato quello che il magistrato Annalisa Imparato con sagacia ha definito «il sacco di Ceuta», per le modalità con le quali si è realizzato l’assalto alla città e ai suoi abitanti. Gli stessi cittadini hanno dimostrato una capacità di resistere e di tagliare ogni fonte di sostentamento agli invasori. Di più: la popolazione magrebina di Ceuta, quindi spagnola ed europea, si è scagliata contro gli assaltatori; un fatto che è stato abilmente taciuto per non distruggere la narrazione pro-immigrazione che in tanti, soprattutto a sinistra, hanno provato a sostenere prima che lo stesso primo ministro spagnolo parlasse di «traffico di esseri umani» e di «mafia».
Il problema reale è l’apertura della breccia che, piaccia o no, non è soltanto un confine spagnolo ma anche europeo. Riguarda tutti, e la reazione italiana e danese rientra in quest’ottica e fa comprendere come non sia una questione ideologica, ma puramente di tutela politica della sicurezza europea. Per questo, il timore che l’annunciata invasione del 15 agosto si realizzi preoccupa non solo gli abitanti di Ceuta ma anche quelli dell’altra exclave, Melilla, il governo di Madrid, quelli di Roma e Copenaghen e l’intera Unione europea. Se altre 70mila persone dovessero assaltare le barriere spagnole ed entrare in territorio europeo, sarebbe il caos e uno stress test complesso per l’Unione. La premier e vera skjaldmær danese Mette Frederiksen, intervenendo al Folketing (il Parlamento del Regno di Danimarca), ha già dichiarato che, se i flussi dovessero ripartire, procederà alla chiusura della frontiera.
L’allarme è lanciato, la tensione è alta e i governi europei vedono configurarsi i loro peggiori incubi. Ma il governo spagnolo sembra politicamente intenzionato a punzecchiare solo l’Italia e gli italiani e, oltre alla sospensione di Schengen, pare intenzionato a limitare anche la stampa nostrana, visto quanto accaduto a Lorenzo Lo Basso e alla troupe del TG2 all’arrivo a Ceuta: «Fermati a Ceuta per ore, ci hanno sequestrato l’attrezzatura». Oggi è il giorno dell’Assunta, il Ferragosto che fa tremare la Spagna e sospirare l’Europa.
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