Nel carcere di Secondigliano la situazione dei contagi è sotto controllo. A preoccupare non sono tanto il numero dei positivi ma la tensione che si sta spargendo tra i detenuti e soprattutto tra i loro familiari. Preoccupano le voci che circolano e i colloqui diradati per la pandemia rendono ancora più difficile le comunicazioni. Così è aumentata l’apprensione tra i familiari e all’interno dello stesso carcere.

“Si stanno susseguendo sempre più spesso delle battiture e proteste – racconta il garante dei detenuti del comune di Napoli Pietro Ioiama la situazione dei contagi a Secondigliano è abbastanza sotto controllo”. A rendere tesa l’atmosfera è l’insofferenza di alcuni detenuti che magari hanno contratto il Covid o che hanno avuto contatti con persone positive e che sono sottoposte a isolamento in attesa di guarigione o precauzionale. Non è certamente cosa semplice sopravvivere reclusi in celle anguste dovendo rinunciare anche ai pochi momenti d’aria e questo sta creando qualche disagio.

Da qualche giorno circola sui social un video in cui si vede Salvatore Basile, detenuto a Secondigliano. Durante una videochiamata con la famiglia denuncia le pessime condizioni in cui stanno vivendo i detenuti. “Quindici giorni fa c’è stata una persona con il Covid e ci tengono chiusi in stanza. Dicono che è per prevenzione del Covid. Ma siamo stati tutti insieme eppure chiudono in stanza solo noi della quarta sezione”, dice.

“Uno dei poliziotti penitenziari ci ha minacciati dicendo che dobbiamo stare in stanza senza protestare”. Poi gira lo smartphone e mostra i corridoi del penitenziario dell’ala dove si trova recluso. “Vi faccio vedere la sezione – dice – casini non ce ne sono, ci minacciano inutilmente. Noi abbiamo sbagliato e siamo qui per pagare ma non vogliamo farlo con la dignità che è la cosa più importante per un uomo”.

“Spero che Mattarella o il ministro della Giustizia vengano a vedere come siamo messi in questi carceri – continua il video – Dicono che le prigioni sono come alberghi ma non è così”. E mostra la sua cella e soprattutto il bagno, senza finestra e con l’areatore che dice di essere rotto. “Dal 17 novembre che ho contratto il virus non sono più uscito da questa cella. Spero che il mio appello possa arrivare lontano”, conclude.

Dal carcere di Secondigliano confermano che la situazione dei contagi è sotto controllo proprio grazie all’applicazione di tutte le misure tra cui l’isolamento precauzionale e sanitario che ha permesso di abbassare nettamente il numero dei contagi. Vengono fatti screening ordinari ed è posta molta attenzione nel far rispettare le norme anti contagio. Dal bollettino diramato dal Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, a Secondigliano risultano 20 contagiati tra i detenuti e 23 tra gli agenti.

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Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. È autrice anche di documentari tra cui “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.