Giorgio Parmiani ha cominciato a parlare di immuno-oncologia in tempi non sospetti. Nessuno prima di lui ha creduto che la chiave di lettura per combattere il cancro potesse essere nel nostro stesso sistema immunitario, mentre lui ci ha sempre creduto, anche quando i risultati degli studi sembravano portare da nessuna parte”.

Ricorda così il suo amico e collega, con un post su Facebook, il dottor Paolo Ascierto, oncologo dell’ospedale Pascale di Napoli. “Oggi ci ha lasciato un grande amico, un mentore – prosegue il post – sempre pronto a suggerire una strada e a condividerne il percorso. Un uomo di grandissimo valore”.

Classe 1938, scienziato di fama internazionale e politico sestese, Parmiani è scomparso nella notte tra il 20 e il 21 marzo dopo aver combattuto a lungo contro la malattia. Aveva girato tutto il mondo per la ricerca immunologica, in campo oncologico, fino ad aprire strade nuove nella cura delle malattie tumorali, in particolare il melanoma. Parmiani ha guidato numerosi team di ricerca, ed è stato direttore scientifico e generale dell’Istituto Nazionale dei Tumori, poi direttore dell’Unità di Immuno-Bioterapia all’ospedale San Raffaele e vicedirettore di Oncologia Molecolare dello stesso istituto.

Attivo anche in politica, come dirigente della federazione giovanile socialista e poi segretario della sezione cittadina.

Per anni è stato consigliere comunale, assessore alla Sanità e allo Sport e poi vicesindaco socialista negli anni Ottanta con Fiorenza Bassoli, primo sindaco donna di Sesto In gioventù ha anche vissuto la violenza della Seconda Guerra Mondiale e la deportazione di alcuni dei suoi parenti più cari.