L’ottimismo sui nuovi dati di AstraZeneca resi noti dalla casa farmaceutica anglo-svedese sull’efficacia e la sicurezza del vaccino dopo il trial negli Stati Uniti su oltre 32mila soggetti (condotto tra USA, Cile e Perù), nel Paese dove il siero deve ancora essere approvato dalla FDA (Food and Drug Administration, ndr), crolla a distanza di sole 24 ore.

Tanto è servito all’Istituto nazionale statunitense per le allergie e le malattie contagiose (Niaid) per pubblicare una nota particolarmente dura nel contenuto: nel comunicato si fa riferimento alla “preoccupazione” del Data and Safety Monitoring Board (DSMB) per le informazioni rilasciata da AstraZeneca sui dati iniziali dello studio clinico sul vaccino.

In particolare il DSMB ha espresso preoccupazione per il fatto che la casa farmaceutica “possa aver incluso informazioni obsolete provenienti dallo studio, che potrebbero aver fornito una visione incompleta dei dati sull’efficacia”.

Per questo l’Istituto nazionale statunitense per le allergie e le malattie contagiose ha esortato l’azienda ha collaborare col DSMB per rivedere i dati sull’efficacia e garantire che siano più accurati e aggiornati, rendendoli pubblici il più presto possibile.

Secondo i dati forniti da AstraZeneca il vaccino ha mostrato una efficacia del 79% nella prevenzione della malattia sintomatica e una protezione del 100% nei confronti delle forme gravi o critiche, senza che si siano registrati aumenti di rischio di trombosi fra i pazienti.

La nota del Niaid arriva in un momento critico per AstraZeneca, con le autorità americane che dovranno decidere nelle prossime settimane sull’autorizzazione di emergenza del vaccino. Nei giorni scorsi il ‘terremoto’ su AstraZeneca era avvenuto in Europa, con diversi Paesi che avevano sospeso precauzionalmente la somministrazione del vaccino dopo alcuni eventi avversi trombotici: era stata poi l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco a rassicurare sull’efficacia e la sicurezza del vaccino e le somministrazioni sono poi riprese regolarmente.

Il problema evidenziato dalle autorità americane non tocca infatti la campagna vaccinale europea, dove il vaccino anglo-svedese appunto è stato autorizzato il 29 gennaio scorso.

LA RISPOSTA DI ASTRAZENECA– Dopo alcune ore AstraZeneca ha chiarito ufficialmente che “entro 48 ore” forniàà alle autorità sanitarie statunitensi altri dati sul suo vaccino.

In un comunicato la società farmaceutica ha spiegato di aver utilizzato dati risalenti a un periodo antecedente il 17 febbraio per risultati delle sperimentazioni cliniche negli Stati Uniti e di voler mettersi in contatto “immediatamente” per fornire al Data and Safety Monitoring Board “informazioni il più aggiornate possibile”.

(calcagni) Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.