“Mi dispiace anche questa volta vi è andata male: hanno sospeso l’autista, altro che fake news”. Prova a difendersi così il consigliere regionale, nonché giornalista professionista, Francesco Emilio Borrelli dopo la colossale bufala diffusa nella giornata di ieri (lunedì 20 luglio) e relativa a un bambino alla guida di un autobus dell’Anm, l’azienda del comune di Napoli che si occupa del trasporto pubblico in città.

Borrelli, che ha prontamente rimosso il video fake dai suoi canali social dopo la secca smentita dell’Anm, prova a metterci una pezza e nel corso di una delle innumerevoli dirette Facebook quotidiane (ora è anche in campagna elettorale in vista delle prossime elezioni regionali in programma a settembre) risponde così alla domanda del Riformista e punta tutto sull’autista sospeso dal servizio per spostare l’attenzione su un altro aspetto della vicenda.

Per Borrelli evidentemente dire che un bambino guida un autobus è uguale a dire che al volante c’era una donna di 44 anni, una tirocinante che stava svolgendo una esercitazione in un tratto considerato difficoltoso e per tale motivo inserito nel percorso di formazione.

NIENTE SCUSE – Per il giornalista professionista (Borrelli lo è dal 2005), che con la sua segnalazione fake ha tratto in inganno anche diversi media regionali e nazionali (pure loro non hanno effettuato le opportune verifiche, fidandosi di chi già in passato, soprattutto durante l’emergenza coronavirus, è stato protagonista di episodi del genere), è troppo chiedere scusa, fare mea culpa per aver infangato gratuitamente la città nella quale vive e svolge un ruolo politico e di professionista nel settore dell’informazione.

Così alla domanda “Non si sente in dovere di chiedere scusa per il video-fake di un bambino alla guida del bus dell’Anm?“, Borrelli replica (durante la diretta) preferendo spostare l’attenzione altrove: “Vi è andata male: hanno sospeso l’autista, altro che fake news”.

LA DOPPIA SMENTITA – L’autista in realtà è stato sospeso non perché faceva condurre l’autobus pubblico a un minore ma perché – chiarisce l’Anm in una seconda nota – è stata avviata questa mattina “un’indagine interna in merito alle immagini diffuse dai social e riprese dagli organi di stampa che ritraggono un bus in difficoltà sabato sera nella svolta alla rotonda di via Caravaggio a Napoli. L’azienda si riserva, alla luce di quanto emergerà da queste verifiche, di emettere tutti i conseguenziali provvedimenti disciplinari qualora dovessero ravvisarsi comportamenti non corretti da parte dei propri dipendenti. Come già riferito nella nota di stamattina, l’azienda intende comunque tranquillizzare i cittadini napoletani che in nessun momento un minorenne è stato alla guida di un suo autobus e che le attività di tirocinio alla guida avvengono secondo procedure rigorose”.

“L’indagine – si legge – ha subito appurato che al volante non c’era un minorenne, ma una signora di 44 anni che sta svolgendo attività formativa per essere assunta come autista somministrato a tempo determinato nell’ambito del programma che Anm sta portando avanti da ormai un anno per garantire il numero di autisti necessario a svolgere al meglio il servizio”.

L’autista è stato sospeso in via cautelativa perché “a seguito dei primi fatti emersi, Anm ha avviato la sospensione cautelativa dell’autista che era sul bus insieme alla tirocinante e farà partire una indagine interna in quanto la sessione di formazione, diversamente da quanto avviene sempre, non risulta essere stata preventivamente autorizzata”.

LA SMENTITA DEL SINDACATO – Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato USB che in una nota precedente a quella dell’Anm smentisce categoricamente la presenza di un minore alla guida ma critica la gestione dell’azienda di trasporto napoletana: “Parlano di normale procedura e poi sospendono l’autista. Bisogna capire perché lo stesso conducente che ha fatto fare le guide a queste persona, che sicuramente non è un minore, sia stato sospeso”.