L'inchiesta che cavalca il malcontento del tifo
Bari in perdita, la Procura vuole cacciare De Laurentiis: “Esterrefatti e basiti, auspichiamo archiviazione”
L’ultimatum alla famiglia De Laurentiis parte dalla Procura di Bari. Dopo la retrocessione in serie C, i bilanci in rosso e l’impossibilità di una multiproprietà nella massima serie calcistica, sfiorata dalla società pugliese nella stagione 2022-23, arriva l’inchiesta, accolta a furor di popolo dal tifo barese, per bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali. Indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidente del Consiglio di amministrazione della SSC Napoli e amministratore unico della Ssc Bari.
La procura guidata da Roberto Rossi (l’inchiesta è condotta dai procuratori aggiunti Ciro Angelillis e Stefano Milito De Nozza) chiede la liquidazione giudiziale del club biancorosso a causa della grave situazione di dissesto che emerge dai bilanci degli ultimi anni, con perdite complessive pari a circa 30 milioni nel periodo compreso 2019-2025. La Ssc Bari “appare, allo stato, versare in situazione di squilibrio patrimoniale, economico e finanziario tale da comprometterne la continuità aziendale”, scrivono i magistrati pugliesi nel decreto di perquisizione eseguito dai finanzieri nelle sedi del Napoli, del Bari e della Filmauro.
Secondo i pm, i De Laurentiis avrebbero “distratto dal patrimonio del Bari un asset di significativo valore economico costituito dai diritti alle prestazioni sportive del calciatore Elia Caprile, cedendolo al Napoli per il corrispettivo di circa 2,2 milioni, non congruamente remunerativo rispetto al valore effettivo dell’asset e privo di qualsivoglia clausola di partecipazione al plusvalore futuro (cosiddetto sell-on fee)”. Circostanze quest’ultime contestabili, perché il valore di un calciatore non è calcolabile scientificamente. Caprile, per la cronaca, è stato ceduto due anni dopo dal Napoli a Cagliari (dopo diverse presenze in serie A) in cambio di 8 milioni.
La condotta, sottolineano tuttavia i pm, “risultava posta in essere in un contesto di perdite sistemiche, di erosione integrale del capitale sociale e di dipendenza finanziaria dalla capogruppo Filmauro” e si sarebbe rivelata “idonea a causare o concorrere al dissesto del Bari“. La famiglia De Laurentiis gestisce il Bari dall’estate del 2019, con titolo sportivo assegnato dall’ex sindaco Antonio Decaro dopo l’ennesimo fallimento del club. Partito dalla serie D, il Bari nel giro di pochi anni si è ritrovato in serie B, arrivando a sfiorare la serie A nel 2023 nello spareggio perso con il Cagliari allora guidato da Claudio Ranieri. Nelle ultime tre stagioni è iniziato un lento declino verso i bassifondi della classifica, culminato con la retrocessione del maggio scorso dopo i playout persi contro il Sudtirol.
La nota della famiglia De Laurentiis: “Esterrefatti e basiti, auspichiamo archiviazione”
In serata è arrivata la nota della famiglia De Laurentiis: “SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ed eseguito questa mattina. Il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, prima del perfezionamento dell’operazione, da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria, e fortemente accreditato nel settore calcistico, del tutto estraneo agli indagati. Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio – fisiologiche nel settore calcistico – vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie. SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente Autorità Giudiziaria auspicando la tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento tenuto conto della estrema serietà con cui quotidianamente i soggetti coinvolti operano, ed hanno sempre operato, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali.
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