Politica
Beppe Grillo sfotte il Movimento 5 Stelle. Scontro totale con Conte: preparate i pop-corn
Il Movimento dei grillini è pronto a tornare. Prepotente, rumoroso e con un vaffa indirizzato a Giuseppe Conte, il giurista con la pochette che Beppe Grillo non ha mai davvero mandato giù. L’ex comico genovese ha aggiornato il proprio stato WhatsApp con una formula inequivocabile: «Movimento zero stelle». Una battuta, certo. Ma anche una dichiarazione di guerra al partito che Grillo fondò insieme a Gianroberto Casaleggio e che oggi è guidato dall’ex presidente del Consiglio.
Tra i due lo scontro è ormai totale. E dietro le quinte prende corpo l’ipotesi di un ritorno in campo del fondatore, deciso a dar vita a un nuovo soggetto politico da presentare alle prossime elezioni. Obiettivo dichiarato: rimettere insieme i cocci delle origini e, soprattutto, complicare la vita agli ex amici. Il nuovo attacco non arriva per caso. Il prossimo 21 settembre Grillo tornerà a parlare pubblicamente, ospite di Pulp, il podcast di Fedez. Il giorno precedente, domenica 20, si chiuderà invece Nova, la consultazione avviata dal Movimento 5 Stelle per definire il programma della coalizione progressista. Una coincidenza destinata a far discutere. Il duello, tuttavia, non è soltanto politico. È anche giudiziario. Qualche mese fa Grillo ha avviato una causa contro Conte sulla titolarità del nome e del simbolo del Movimento 5 Stelle. Difficile che la giustizia riesca a pronunciarsi in tempo per le elezioni del 2027. Ma, nel mondo grillino, il principio resta quello di sempre: uno vale uno, soprattutto quando si tratta di litigare. La nuova offensiva potrebbe trasformarsi in un progetto politico vero e proprio. Si ragiona su un ritorno alle origini, con un Movimento più radicale, antisistema e allergico alle alleanze strutturali. Un soggetto che recuperi il linguaggio della prima stagione, prima della metamorfosi governista, della parentesi Draghi e della successiva conversione progressista.
Tra i nomi che circolano per la nuova avventura c’è quello di Alessandro Di Battista, che avrebbe potuto rappresentare il volto più riconoscibile della rifondazione. Ma i problemi di salute riscontrati durante il suo soggiorno a Cuba lo avrebbero momentaneamente messo fuori gioco. Per il nuovo corso si guarda anche a figure già protagoniste della stagione pentastellata. In particolare a Danilo Toninelli, che non ha mai smesso di coltivare il rapporto con la base più identitaria del Movimento. E a Virginia Raggi, possibile nome da recuperare per un ruolo politico di primo piano. A Napoli, invece, il progetto potrebbe contare sull’ex senatore Vincenzo Presutto, esponente della prima stagione parlamentare grillina e figura ancora legata a quel mondo. Il progetto è appena abbozzato, i contorni sono incerti e le ambizioni tutte da verificare. Ma il messaggio di Grillo è chiaro: il Movimento che ha fondato non gli appartiene più. E se Conte pensa di aver archiviato il passato, il passato potrebbe tornare alle urne. Con un nuovo simbolo, qualche vecchio protagonista e una quantità garantita di vaffa.
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