Silvio Berlusconi tende la mano ancora una volta al Movimento 5 Stelle: è sempre più nel vivo la corsa per la Presidenza della Repubblica. “Il voto al Movimento Cinque Stelle – ha detto il Cavaliere già quattro volte Presidente del Consiglio – dal quale siamo lontanissimi, nasceva però da motivazioni tutt’altro che ignobili o irragionevoli. Nasceva dallo stesso disagio e dallo stesso fastidio per un certo tipo di politica per la quale è nata Forza Italia. I Cinque Stelle non sono riusciti a dare una rappresentanza a questa Italia, ma hanno dato voce ad un disagio reale, che merita rispetto, attenzione, ed anche delle risposte“.

Le dichiarazioni del fondatore e leader di Forza Italia in un’intervista che sarà pubblicata l’11 dicembre su Milano Finanza. Le elezioni per il successore di Sergio Mattarella al Quirinale si terranno tra gennaio e febbraio. Mattarella ha chiarito che non intende bissare il suo settennato. Al momento in pole position sembra essere l’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi. Sulla sua nomina pesa tuttavia la stabilità del governo sostenuto da una larga maggioranza. Altri nomi in corsa: Pier Ferdinando Casini, Marta Cartabia, Giuliano Amato, Paola Severino.

Non è la prima volta che l’ex premier Berlusconi apre ai pentastellati. “Per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza gli importi che sono finiti a dei furbi che non ne avevano diritto, sono davvero poca cosa rispetto alle situazioni di povertà che il reddito è andato finalmente a contrastare”, aveva infatti dichiarato in una recente intervista a Il Tempo. “Si tratta di una misura che aiuta i poveri”, ha detto il Cavaliere anche se solo nel 2018 aveva definito il reddito “negativo e distruttivo”. Atteggiamento completamente opposto, all’interno del centrodestra, quello degli alleati di Fratelli d’Italia e Lega, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, verso il reddito di cittadinanza. Così come contrario è Matteo Renzi di Italia Viva.

Mi fa piacere che Berlusconi apprezzi l’utilità della misura del reddito di cittadinanza, di avere una cintura di protezione. Questo gli fa onore e non credo a una lettura maligna o che ci sia dietro un atteggiamento strumentale. In tutta franchezza dico però che la posizione del M5S non è cambiata. Quando dico che Silvio Berlusconi non sarà il nostro candidato per il Quirinale è perché noi abbiamo bisogno di una prospettiva, di guardare ad altri candidati”, le parole del leader ed ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una conferenza alla Camera dei Deputati. “C’è il rispetto – ha aggiunto l'”Avvocato del popolo” a L’aria che tira su La7 – nei confronti di un leader e di una forza politica, di una figura che ha avuto un ruolo istituzionale, ha fatto molte cose buone ma, sicuramente, complice un conflitto d’interessi pervasivo, ci sono stati dei passaggi che non sono nel Dna del M5S. Berlusconi non può essere il candidato del M5S. Noi abbiamo bisogno di un presidente della Repubblica che possa essere garante di tutti e non solo di una parte”.

Il ministro degli Esteri e tra i leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, nel suo libro recentemente pubblicato per Piemme, Un amore chiamato politica, raccontava di quella volta che il Cavaliere gli fece i complimenti, a Milano, dietro le quinte della trasmissione televisiva di Paolo Del Debbio, studi Mediaset. “Non appena terminai la mia intervista lui iniziò a inseguirmi lungo i corridoi dicendo: ‘Di Maio, Di Maio, fermati’. Poi, a un certo punto, decisi di fermarmi. Lui mi porse la mano: ‘Ciao, Di Maio, volevo dirti che sei davvero bravo’”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.