Continuano le proteste in Bielorussia per chiedere le dimissioni del presidente Aleksandr Lukashenko. A Minsk è stato un sabato di proteste accese in cui la polizia ha arrestato centinaia di persone. Molte di queste sono donne, coraggiosamente in testa alle proteste.

Un video ritrae un gruppo di donne messe con le spalle al muro dalla polizia che canta una canzone popolare prima di essere arrestate. Le donne bielorusse hanno sfilato per le strade del centro della capitale intonando slogan contro Lukashenko, richiedendo libertà per i giornalisti imprigionati e sottoposti a violenze, e brandendo fogli e striscioni recanti la scritta “SOS”.

Ad intervenire con violenza la polizia in tenuta antisommossa che hanno bloccato il corteo e hanno iniziato ad arrestare i manifestanti prelevandoli con violenza e gettandoli nelle camionette con forza. Ma questo non è servito a sedare la forza delle donne. Tra le persone fermate figura anche l’attivista 73enne Nina Baginskaja, divenuta ormai uno dei volti più popolari del movimento di protesta, mentre un’altra donna sarebbe stata trasportata via da un’ambulanza dopo esser caduta a terra, priva di sensi.

Il Parlamento Europeo lo scorso 17 settembre ha condannato le violente repressioni sulla popolazione bielorussa da parte del governo e ha richiesto sanzioni contro Lukashenko: dal 5 novembre 2020 non gli sarà più riconosciuto ufficialmente lo status di presidente. Il 9 agosto si sono infatti svolte elezioni che per l’Unione Europea sono “in flagrante violazione di tutti gli standard riconosciuti a livello internazionale”. Ma la decisione sembra non essere servita a placare le violenze.