La risposta dello Stato c’è stata dopo mesi di terrore, agguati, stese e sequestri lampo. A due settimane dall’omicidio di Andrea Covelli, sequestrato, torturato, ucciso e scaricato in un terreno, arriva la risposta delle forze dell’ordine e della magistratura all’escalation criminale che da oltre un anno si sta verificando nel quartiere napoletano di Pianura.

Sono 34 gli arresti nei due gruppi (Calone-Esposito-Marsicano di via Napoli e Carillo-Perfetto di via Torricelli) in lotta tra loro a colpi di stese, agguati e pestaggi brutali. Il blitz è scattato poco dopo le 4.30 di giovedì 14 luglio. In azione la polizia di Stato che ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli –Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo,  di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, detenzione e porto di armi da fuoco, associazione finalizzata al traffico ed alla distribuzione di sostanze stupefacenti, reati tutti aggravati dal metodo mafioso.

In manette sono finiti il reggente del “clan della spazzatura” di via Napoli Carlo Esposito oltre a Emanuele Marsicano, Antonio Calone e Paolo Ciotola. Nel gruppo di via Torricelli arrestati Antonio Carillo, Mattia Perfetto e altri esponenti anche riconducibili al vecchio clan Pesce-Marfella. Tra gli arrestati anche Antonio Covelli, 22 anni, fratello di Andrea e ritenuto vicino (almeno fino a qualche mese fa) al gruppo di via Torricelli.

Non è stata fatta chiarezza sui due omicidi avvenuti negli ultimi 10 mesi: quello di Antonio Zarra ad agosto 2021 e quello recente di Andrea Covelli, trovato cadavere lo scorso primo luglio a 60 di distanza dalla scomparsa.

Le indagini sono relative al periodo 2020-2021 e partono dal ferimento di Antonio Carillo e Lorenzo Rossetti, avvenuti il 5 e 6 dicembre 2020 e che danno il via al contrasto tra i due gruppi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sono stati acquisiti a carico degli indagati gravissimi indizi di colpevolezza relativi alla gestione del traffico di droga, alle estorsioni alle piazze di spaccio di droga, alla commissione di fatti di sangue, ad attentati nei confronti di attività imprenditoriale, alla detenzione di armi da sparo, alla detenzione di importanti quantitativi di stupefacenti.

Tra i reati contestati anche una stesa commessa ai danni dell’autolavaggio Pit Stop di via Padula e il tentato omicidio del ras Francesco Divano (24 luglio 2021), ritenuto un pusher autonomo.

I NOMI DEGLI ARRESTATI: IN TOTALE 34  (4 SONO IRREPERIBILI)- Giuseppe Bellamacina (49 anni), Antonio Calone (39 anni), Salvatore Calone (52 anni), Vincenzo Calone (65 anni), Paolo Ciotola (27 anni), Pasquale D’Anna (31 anni), Fabio De Mari (39 anni), Emiddio Di Matteo (27 anni), Cesare Divano (31 anni), Francesco Divano (56 anni), Carlo Esposito (43 anni), Antonio Frungillo (42 anni), Gianluca Gomes (27 anni), Salvatore Grillo (23 anni), Antonio Luongo (37 anni), Antony Lopes Manuel (23 anni), Angelo Marasco (38 anni), Ciro Marsicano (29 anni), Emanuele Marsicano (24 anni), Veronica Mazzanti (39 anni), Fabio Minopoli (28 anni), Mattia Perfetto (19 anni), Luca Salemme (24 anni), Simone Trimarco (21 anni), Giuseppe Zaccaria (53 anni), Antonio Carillo (31 anni), Elisabetta Carillo (29 anni), Pasquale Carillo (26 anni), Francesco Capuozzo (27 anni), Antonio Covelli (21 anni), Rosaria Brandi (57 anni), Luigi Di Lorenzo (27 anni), Giovanni Improta (37 anni), Ciro Pagano (46 anni).

DOPO COVELLI, DUE PESTAGGI, UNA STESA E UN AGGUATO – Dal primo luglio ad oggi oltre ai due pestaggi di Antonio D’Agostino, 25enne e di un giovane meccanico, bisogna segnalare anche il tentato omicidio di Carlo Pulicati, 27enne ritenuto vicino al clan di via Napoli, ferito nella notte del 6 luglio scorso da un proiettile alla mandibola in circostanza tutte da chiarire e una stesa avvenuta la sera precedente in via Torricelli.

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LA FAIDA SOCIAL E L’ULTIMATUM ALLO STATO- Altro aspetto all’attenzione degli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, guidata dal primo dirigente Arturo Fabbrocini, è relativo ai video e alle foto pubblicati su Tik Tok contro i presunti responsabili dell’omicidio di Andrea Covelli. Foto di esponenti del clan guidato da Carlucciello Esposito, i tre nomi dei responsabili, secondo l’account, della morte del 27enne incensurato e una minaccia allo Stato: “Se non andate ad arrestarli subito scateneremo l’inferno contro di loro“. Account bloccati poco dopo e ritenuti dagli investigatori vicini all’ambiente Calone-Perfetto ma anche a quello del vecchio clan Mele, in contrasto con la nuova gestione degli Esposito-Marsicano.

Post che ricostruiscono le ultime ore di vita di Covelli, aggiungendo solamente i nomi dei presunti assassini.

IL VERTICE IN PREFETTURA – Istituzioni che finalmente hanno deciso di affrontare, almeno seduti intorno a un tavolo, l’escalation criminale di Pianura. Lunedì 11 luglio infatti si è tenuto in Prefettura il Comitato Provinciale per l’ordine e la Sicurezza Pubblica sulle difficili situazioni che stanno vivendo i quartieri di Pianura e Ponticelli. Il vertice, presieduto dal prefetto Claudio Palomba, ha visto la partecipazione del sindaco Gaetano Manfredi con l’assessore alla Legalità e alla Sicurezza, Antonio De Iesu, del questore, Alessandro Giuliano, del comandante provinciale dei Carabinieri, Enrico Scandone, del comandante provinciale della Guardia di Finanza, Gabriele Failla, del comandante del Raggruppamento Campania Esercito Italiano, Elio Manes, del comandante Gruppo “Terra dei fuochi”, Francesco Casalena.

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.