È esplosa la polemica politica per le dichiarazioni rilasciate da Nicola Morra, presidente grillino della commissione Antimafia, in una intervista a Radio Capital. Morra stava parlando del caso di Domenico Tallini, il presidente del Consiglio regionale calabrese arrestato giovedì mattina per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, ricordando come fosse stato “il il più votato nel collegio di Catanzaro, se non il più votato in Calabria. È la dimostrazione che ogni popolo ha la classe politica che si merita”. 

Morra ha quindi spiegato che il suo era “un rimprovero” ai calabresi, aggiungendo: “Sarò politicamente scorretto, era noto a tutti che la presidente della Calabria, Jole Santelli, fosse una grave malata oncologica. Umanamente ho sempre rispettato la defunta Santelli, politicamente c’era un abisso. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte: hai sbagliato, nessuno ti deve aiutare, perchè sei grande e grosso”.

Il vittimismo di Morra: “Strategia precisa per infangarmi”. La replica: “Offese ai malati di cancro, dimettiti”

Parole che hanno scatenato un fiume di polemiche, con la richiesta unanime del centrodestra di dimissioni. “”Le parole del presidente della commissione parlamentare Antimafia, Morra, su Jole Santelli sono indegne. E rappresentano un’offesa per tutti i malati oncologici”, dice Antonio Tajani per Forza Italia. Matteo Salvini parla invece di “parole vomitevoli” e chiede “le immediate dimissioni di questo deficiente. Sbaglio?”. Per Giorgia Meloni il grillino è “indegno” per la parole utilizzate su Santelli e calabresi.

Una polemica che ha spinto il diretto interessato a prendere posizione nella serata di giovedì, replicando alle accuse piovute dal centrodestra. Su Facebook il presidente della Commissione antimafia ha accusato Salvini e gli altri esponenti del centrodestra di aver fatto “un truffaldino taglia e cuci di mie dichiarazioni, strumentalizzandole”. Morra quindi riporta un link a Repubblica in cui vi è l’audio dell’intervista, aggiungendo: “Ho parlato di dati di fatto. Se poi qualcuno vuole fare il taglia e cuci come fosse il vestito di Arlecchino faccia pure, ma non è informazione, non è giornalismo, non è verità”.

Morra è tornato sulla vicenda stamattina in una intervista a Repubblica. “Premesso che sono stato io a commemorarla in Senato, ho solo detto che le sue condizioni gravi – purtroppo – erano note, e gli elettori devono esser responsabili delle scelte fatte”, ha spiegato il presidente pentastellato della commissione Antimafia, genovese di nascita ma calabrese di adozione (dal 1988 vive in Calabria, ndr).

Il grillino prova quindi ad abbassare i toni e sottolinea che “se ho offeso la sensibilità di qualcuno mi scuso immediatamente”, tentando di chiarire il senso delle sue parole “che non volevano minimamente offendere la sensibilità di chicchessia, in particolare modo di chi è malato e dunque sta combattendo una battaglia importantissima e che mi ha sempre visto impegnato a difendere le ragioni dei deboli e dunque degli stessi malati contro le ragioni di chi intende la sanità come un business. Ragion per cui si arriva agli arresti di ieri in Calabria”.

Ma Morra, nonostante il tentativo di ‘sfuggire’ alle accuse, è finito nel mirino dei suoi stessi colleghi di partito. “Il presidente della commissione Antimafia”, ha detto il capogruppo alla Camera Davide Crippa intervistato da Coffe break su La7, “dovrebbe chiedere scusa per quanto affermato. Quanto detto è inaccettabile. Lo conosco e credo che, quelle pronunciate ieri, siano parole molto lontane dal suo modo di pensare. E’ errato unire logiche politiche a temi molto delicati come quelli della malattia oncologica”.