Luigi Cesaro resterà fedele al centro destra. Niente fiducia al Governo Conte come Renata Polverini – il suo voto alla Camera è stata “un fulmine al ciel sereno”, come ha detto Giorgio Mulè, per Forza Italia – e nessuna fuga nonostante le offerte ricevute. Cesaro, senatore, ha rivelato di “proposte indecenti” ricevute a Il Foglio. “Non sapete quante telefonate ho ricevuto”, ha detto a Simone Canettieri.

Giggino a’purpetta, come è stato soprannominato, ha aggiunto: “Conservo tutti i messaggi sul mio cellulare”. Pare che Antonio Tajani l’abbia cercato ripetutamente per tastare il terreno. “Non ci penso e non mi muovo da Forza Italia”, ha assicurato lui. “Ma quando mai!”.

“Io controllo il mio voto e un altro paio”. Per tre voti gli avevano proposto un ministero addirittura, dice. “Conservo i messaggi – assicura – non sono mica scemo, ho tutto salvato. Adesso mi schifano prima mi amavano, mi volevano, volevano farmi ministro!!”. Il suo pronostico per il voto di fiducia: 155. Potrebbe bastare per l’esecutivo.

Cesaro è considerato un impresentabile perché è stato indagato più volte. Ha ricoperto tutte le cariche elettive: consigliere comunale, regionale, sindaco di Sant’Antimo, deputato, senatore, europarlamentare, presidente della Provincia di Napoli. I suoi guai giudiziari sono cominciati nel 1984 quando viene arrestato in un’operazione contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo – assolto in Appello e Cassazione. Poi viene indagato per legami con i Casalesi – archiviato. Resta indagato per appalti pilotati nell’area di Castellammare di Stabia. È incensurato, e quindi anche lui vale uno, anzi tre oggi.

Vito Califano