Per trovare una soluzione, o quantomeno una pista, sul giallo del cadavere di una donna con la testa mozzata trovato lungo il fiume Po i carabinieri della compagnia di Rovigo che indagano sul caso hanno diffuso le immagini degli abiti rinvenuti nel borsone nero dove sono stati ritrovati anche i resti. Una camicia blu di jeans, ricami di fiori rossi e foglie versi, pantaloni blu e una blusa viola chiaro con ricami di rose sul bavero.

La fotografia è stata diffusa dai militari su indicazione della Procura di Rovigo. Non è neanche completamente chiaro che gli abiti appartenessero alla donna di cui sono ritrovati i resti – anche se le condizioni lo fanno presumere. Lo stato in cui i vestiti sono stati ritrovati hanno fatto ipotizzare che il corpo nel borsone sia stato gettato nel fiume il mese scorso. Circa tre settimane prima della data del ritrovamento, avvenuto il quattro aprile scorso.

A scoprire il borsone all’altezza del comune di Occhiobello con i resti umani, in mattinata, era stato Davide Martini, manutentore del fiume alle dipendenze dell’Agenzia interregionale per il Po (Aipo). Dalla barca l’uomo aveva notato qualcosa su un gruppo di rocce affiorate per via della siccità, non lontano dalla sponda della curva Malcanton. “Era un borsone sportivo nero con i manici lunghi e si intravedeva della pelle nella parte superiore dalla quale uscivano anche lembi di tessuto di colore viola”, aveva raccontato l’uomo.

Le indagini sono andate avanti intanto con l’estrazione del dna dal cadavere. Il profilo genotipico è troppo generico per aggiungere altre informazioni a quelle già in possesso degli inquirenti. La donna avrebbe tra i 25 e i 30 anni, razza caucasica, senza segni particolari come cicatrici o tatuaggi. Sarebbe stata buttata in acqua circa 20 giorni prima del ritrovamento. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Rovigo stanno concentrando le ricerche su persone senza legami familiari, non avendo trovato riscontro presso le banche dati delle persone scomparse. Nessuna denuncia.

Le piste al momento ipotizzate non escludono un omicidio scaturito in un contesto di prostituzione. La possibilità che il corpo potesse essere delle due donne scomparse, Isabella Noventa e Samira El Attar, è stata scartata. Entrambe le donne al centro di casi irrisolti che si sono verificati in Veneto, il primo nel 2016 e il secondo nel 2019. Al giallo era stato accostato anche quello di Andreaa Rabciuc, la 27enne campionessa di tiro con l’arco scomparsa nel nulla il 12 marzo in provincia di Ancona, dopo una festa in campagna con amici. A denunciare la sparizione è stata la madre.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.