Non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male“. A terra c’è un morto ammazzato in pieno giorno mentre era in sella su uno scooter e finiva di mangiare uno snack. Intorno però i residenti e le persone presenti in via Teano, nel rione San Gaetano a Miano, periferia nord di Napoli dove da circa due anni è in corso una guerra tra due gruppi per raccogliere l’eredità malavitosa del clan Lo Russo (decapitato da arresti e, soprattutto, pentimenti eccellenti), fanno il gioco delle tre scimmiette.

Nessuno ha sentito e visto nulla. Nessuno riesce a fornire ai carabinieri qualche dettaglio utile su un omicidio avvenuto intorno alle 11 di mattina di giovedì 24 giugno. Ad entrare in azione probabilmente un commando di due killer in sella a uno scooter di grossa cilindrata. Due le ‘botte‘ esplose, una ha centrato alla zona cervicale la vittima designata, Antonio Avolio, 30enne tornato libero da circa un anno dopo aver scontato una condanna per estorsione (anche lui faceva parte del clan Lo Russo).

Sono le 11 del mattino e ci sono più di 35 gradi a Miano, in strada c’è gente, a terra c’è il cadavere di Avolio coperto in parte dello scooter, c’è una chiazza bella grossa di sangue. A 100 metri dal luogo dell’omicidio ci sono i carabinieri della stazione di Secondigliano impegnati in una operazione di sgombero di alcune case occupate. I militari sentono gli spari e si precipitano subito in via Teano. Qui inizia lo spettacolo surreale.

Lacrime e disperazione dei familiari di Avolio da una parte, omertà totale dall’altra. “Avete sentito gli spari?” chiedono i carabinieri della Compagnia Stella ad alcune persone presenti nella zona, comprese quelle che si trovano nelle attività commerciali. “Non abbiamo sentito niente” il ritornello che in alcune aree di Napoli è diventato di dominio pubblico.

Se da una parte si registra una escalation criminale preoccupante, che sta interessando l’intera città di Napoli, dal centro storico (Quartieri Spagnoli) alle periferie nord (Scampia, Miano, Piscinola), est (Ponticelli, Barra, San Giovanni) e ovest (Pianura, Fuorigrotta e Rione Traiano), dall’altra diventa sempre più difficile per le forze dell’ordine operare in alcune zone di periferie dove lo Stato non è ben accetto anche perché latitante da anni.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.