Economia
Caro carburante, Giorgetti sconta il diesel ma dimentica la benzina
Nell’Italia de “Il Sorpasso”, in pieno boom economico, Vittorio Gassman sfrecciava sulla sua Lancia Aurelia senza tenere minimamente conto dei chilometri sul contatore (i tutor erano ancora un miraggio); oggi invece, l’automobilista medio assomiglia più al Furio interpretato da Carlo Verdone in “Bianco, Rosso e Verdone”, rassegnato davanti al totem della stazione di servizio. All’automobilista sconsolato, fermo al distributore, non resta quindi che esclamare, come la povera Magda al marito Furio: “Non ce la faccio più!”.
Giorgetti sconta il diesel ma dimentica la benzina
Un campanello d’allarme per il governo a cui prova a dare risposta il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Il titolare del Mef ha annunciato che fino al 6 agosto, verrà previsto uno sconto sul gasolio per un controvalore, fra accise e Iva, di 17 centesimi, con un costo totale di 125 milioni di euro. Rivendicando il risultato il vicepremier Matteo Salvini, attento a sottolineare come l’Italia sia stato il primo Paese in Europa che, in concomitanza della guerra Iran-Stati Uniti, ha approvato un taglio del diesel di 17 centesimi, annunciando che, qualora il conflitto dovesse proseguire, saranno numerosi gli interventi futuri.
Il vecchio mito delle accise mobili
A completare il quadro, dal Ministero dell’Economia si precisa come non ci siano stati interventi sui tabacchi, garantendo al contempo un monitoraggio quotidiano sui listini che continuano a muoversi in modo imprevedibile sull’onda delle tensioni internazionali. Sulle barricate invece il Campo Largo, che, con Schlein in testa, denuncia la sua insoddisfazione nei confronti di una manovra “parziale”, che riguarda il gasolio, ma lascia fuori la benzina. Elly Schlein così, fa ritornare nei dibattiti politici il “vecchio mito” delle accise mobili. Le accise mobili furono introdotte nel 2007, durante il Governo Prodi-Bis, il cui “ideatore” fu Pierluigi Bersani, in un periodo in cui il prezzo del petrolio triplicò in un solo anno e mezzo. Con l’obiettivo di stabilizzare il prezzo dei carburanti, e nonostante la sua introduzione nel 2007, il meccanismo rimase quasi in disuso; basti vedere come il Governo Draghi nel 2022 durante la guerra russo-ucraina, abbia preferito ridurre le accise sui carburanti temporaneamente con un intervento diretto.
Merci e logistica, dove pesa il diesel
Se da un lato quindi il Pd richiama un vecchio arnese della ditta per risolvere un problema quanto più urgente ed attuale, la scelta di concentrare le risorse sul gasolio risponde a precisi calcoli di sostenibilità economica. I 125 milioni di euro stanziati dal MEF vanno infatti ad alleggerire in modo diretto i costi del trasporto merci e della logistica, settori chiave in cui l’aumento del diesel rischiava di innescare una pericolosa spirale inflazionistica sui beni di prima necessità e sul carrello della spesa degli italiani. Ed è proprio il Premier Giorgia Meloni a rivendicarne la concretezza, spiegando che la misura rappresenta, seppur incompleta, una risposta “tempestiva e responsabile”. In questo scenario, la manovra si muove lungo il sottile equilibrio tra la tenuta dei conti pubblici e le pressioni dei mercati energetici. La partita sulle accise rimane così aperta, sospesa tra le esigenze di cassa dello Stato e la ricerca di soluzioni strutturali per il potere d’acquisto dei cittadini.
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