Non se le mandano a dire Rocco Casalino e Filippo Facci. Uno scontro tra titani, quello tra l’editorialista e il portavoce del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che va a finire sulla prima pagina del quotidiano Libero. Si rinfacciano di tutto i due: dai voti delle scuole elementari ai diplomi, alle lauree, fino al passato al Grande Fratello e alla credibilità e professionalità da giornalisti. Uno spettacolo a metà tra il grottesco e l’imbarazzante.

“Io non scenderò al livello di Facci – aveva scritto Casalino, che diceva di non vergognarsi del suo passato da concorrente nella prima edizione del reality show Mediaset, il Grande Fratello – Sono solito confrontarmi sul campo, con onestà intellettuale e non denigrare il lavoro altrui per screditare la reputazione di chi si ha di fronte. Dico soltanto: se Facci, che a scuola mi risulta fosse l’ultimo della classe, oggi può fare ‘l’intellettuale’, a maggior ragione il sottoscritto – diplomato con il massimo dei voti, laureato in ingegneria, che parla 5 lingue, giornalista professionista – può fare il portavoce del Presidente del Consiglio”.

Facci, penna del giornale guidato da Vittorio Feltri, replica senza esclusione di colpi e attacca dicendo come l’altro non abbia “neppure la più pallida idea di quanto io ti disprezzi, e ti do del ‘tu’ come si fa con le cose, non dovendo io neppure rispettare una carica elettiva che non hai mai avuto”. E quindi non lascia cadere l’accusa i riferimenti sul suo passato scolastico. “Le mie offese non sono gratuite: mi pagano per scriverle – continua – sino alla quarta elementare mi portavano in giro per le scuole come fenomeno del disegno e della matematica: ma non sono mai così idiota da misurare l’intelligenza di una persona dal livello di studi. Solo gli ignoranti lo fanno. Tu poi sei ingegnere (come mio padre, che infatti faceva l’ingegnere) e la sola cosa che m’incuriosisce di questo tuo ‘duro percorso di studi con ottimi risultati’ da ingegnere (unica laurea italiana che dovrebbe assicurare subito un lavoro) è come lo sbocco naturale ne sia stato il Grande Fratello, laddove tu sei rimasto”.

L’acme della rissa spetta sempre all’editorialista di Libero che chiosa: “Come giornalista non sei mai stato niente, e le tue ‘esperienze professionali’, quelle che ti hanno portato a comandare la comunicazione dei grillini e di questo presidente del consiglio (scritto minuscolo) non sono referenze: sono il problema, sono la vergogna ingoiata da un Paese che si è immerdato in questa perdurante penitenza. Comunque fa niente se non ti vergogni del tuo passato: a quello pensiamo noi”.