Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta sbarra la strada alla candidatura di Maria Elisabetta Alberti Casellati a Presidente della Repubblica. E lo fa con un tweet. “Proporre la seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto”.

L’ipotesi di Casellati come candidata del centrodestra si era fatta strada nella giornata di ieri, nonostante la rosa a tre proposta dai leader del centrodestra Salvini-Meloni-Tajani: e quindi Pera-Nordio-Moratti. Letta è stato costantemente in contatto con tutti i leader delle principali forze politiche in queste ore con l’obiettivo, come spiegato da fonti del Nazareno, di sventare scenari di “muro contro muro” che avrebbero “conseguenze di instabilità evidenti”. Ieri, ai giornalisti, il segretario del Pd aveva sentenziato: “La nostra proposta è, chiudiamoci dentro una stanza e buttiamo via la chiave fino a quando non troviamo una soluzione”. Stasera alle 21:00 dovrebbe tenersi nell’Auletta dei gruppi della Camera l’assemblea dei grandi elettori del Pd.

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte si è detto allineato a Letta in un “fronte progressista” per un “presidente super partes” e ha definito il profilo di Casellati uno “sgarbo istituzionale”. Conte ha dichiarato, nel pomeriggio ai giornalisti, il suo “Sì” al Presidente del Consiglio Mario Draghi al Quirinale. Il segretario dem aveva incontrato lungamente nel pomeriggio il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Dal faccia a faccia è arrivata la contrarietà a una candidatura di parte che spacchi la maggioranza. “Un colloquio per concordare i prossimi passi”.

Proprio il leader di Italia Viva Renzi aveva proposto in mattinata di mettere in campo un “contro-blitz” in caso di “blitz da una parte” con “il disegno di Salvini e Meloni che punta a ricostituire la maggioranza giallo-verde” su Casellati. “Questa cosa l’ho detta a Letta ieri”. L’ex premier ha bollato la pista della Presidente del Senato come “un’ipotesi che non esiste”. Renzi ha proposto di chiudere tra giovedì e venerdì “senza gomitate”.

Il Partito Democratico esprime 154 Grandi Elettori. La terza votazione si è conclusa con 412 schede bianche, 123 voti per Sergio Mattarella, 114 per Crosetto, 61 Paolo Maddalena e 52 Pierferdinando Casini. Da domani il quorum passa alla maggioranza assoluta, 505 preferenze, dopo i primi tre giorni ai due terzi dell’Assemblea. Non è escluso che stasera ci possa essere un vertice congiunto centrodestra-centrosinistra. Da domani si alzano sensibilmente le possibilità di eleggere il Capo dello Stato.