E’ stato condannato a quattro anni per abuso d’ufficio e lesioni Claudio Foti, lo psicoterapeuta titolare dello studio di cura torinese ‘Hansel&Gretel, nell’ambito dell’inchiesta ribattezzata dalla procura di Reggio Emilia “Angeli e Demoni”. Questa le decisione dei giudici del tribunale emiliano nel processo con rito abbreviato per la vicenda degli affidi illeciti di Bibbiano e della Val d’Enza. L’accusa, le indagini sono state condotte dal sostituto procuratore Valentina Salvi, aveva chiesto sei anni di condanna per abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime (ipotesi di reato formulata per la presunta alterazione psichica di una paziente).

I legali di Foti annunciano ricorso in Appello sottolineando come si tratti di una “sentenza totalmente inaspettata, non avremmo scelto il rito abbreviato se le carte delle indagini avessero lasciato presupporre una condanna. Il trattamento avuto nei suoi confronti – fanno sapere – ricorda quello riservato a Enzo Tortora, poi assolto in Corte d’Appello””. All’agenzia AdnKronos gli avvocati Girolamo Andrea Cuffari e Giuseppe Rossodivita ribadiscono che “la situazione ambientale di questo tribunale evidentemente è stata fortemente condizionata dal processo mediatico. Continuiamo ad avere fiducia nella giustizia e nel fatto che viviamo in uno stato di diritto”. Per la difesa, “Foti non era accusato dei fatti che sono stati raccontati, è stato condannato a 4 anni per abuso d’ufficio e per lesioni. La sottrazione dei bambini non è mai avvenuta, è caduta la frode processuale. Evidentemente il tema dell’abuso d’ufficio è un tema che regge l’impalcatura di tutta l’inchiesta”.

Secondo lo psicoterapeuta sarebbero “15 le videoregistrazioni date agli inquirenti e non esaminate con attenzione”. Assoluzione, sempre nel processo in abbreviato, per Beatrice Benati, assistente sociale dell’Unione val d’Enza. Per quest’ultima la Procura aveva chiesto un anno e sei mesi di condanna con le accuse di violenza privata e tentata violenza privata. Finora l’unica pena relativa al procedimento è quella di Cinzia Magnarelli, assistente sociale sempre dell’Unione Val d’Enza, rea confessa e accusata di falso ideologico e frode processuale, la quale ha patteggiato a un anno e otto mesi (pena sospesa).

Rinviato a giudizio, insieme ad altre 16 persone, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, sbattuto ai domiciliari per diversi mesi prima della revoca della Cassazione, tra i 22 indagati dell’inchiesta Angeli e Demoni. Il primo cittadino, in quota Pd, dovrà difendersi dall’accusa di abuso d’ufficio (è stato prosciolto dall’accusa di falso). Questa la decisione del Gup di Reggio Emilia Dario De Luca. Il processo dovrà verificare se il sindaco ha commesso qualche illegittimità amministrativa nell’affidamento dell’appalto concernente il servizio terapeutico di cura dei minori da parte dell’Unione dei comuni. Una posizione, quella di Carletti, che “è stata ulteriormente alleggerita” commenta l’avvocato Giovanni Tarquini. “Restiamo fermamente convinti che il sindaco Carletti ha sempre agito in totale buona fede, come contiamo di dimostrare in giudizio” aggiunge Tarquini.

“Non vedo l’ora di dimostrare la mia completa estraneità rispetto a quest’ultima contestazione rimasta dopo un drastico ridimensionamento delle accuse”, così il sindaco Carletti commenta all’Agi, e attraverso il suo legale, il rinvio a giudizio.

Redazione