Deliberata la sospensione temporanea per un mese della delibera 24/11 u.s. che aveva privato il senatore Ottaviano Del Turno del suo vitalizio. E’ quanto annuncia la presidente del Senato Elisabetta Casellati dopo il Consiglio di Presidenza, convocato su sua iniziativa, per vagliare la questione. La temporaneità della sospensione – si legge in una nota di palazzo Madama – è stata decisa per acquisire documentazione non disponibile per l’urgenza della trattazione.

La vicenda Del Turno è stata denunciata nei giorni scorsi dal Riformista. Il senatore ha subìto per un decennio, senza esserne colpevole, la tortura dello stigma per tre imputazioni su quattro. Superata una brutta leucemia, non è più autosufficiente. La delibera con cui il Senato ha cancellato il suo diritto al percepimento della pensione – in forza della retroattività di una norma inedita – è stata oggetto di indignazione da parte di tanti.

Dopo il lancio della campagna del Riformista, che chiede al Presidente della Repubblica di intervenire, è stata la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, la prima a protestare tra i membri del governo. “Trovo profondamente ingiusta la decisione di togliergli la sua unica pensione che corrisponde al vitalizio, applicando in modo retroattivo e integrale una norma recente. Credo che nei confronti di quest’uomo piegato dalla malattia, il minimo che si possa fare sia concedere un gesto di umanità e lasciare che trascorra in pace gli ultimi anni della sua vita”, ha dichiarato nei giorni scorsi la titolare dell’Agricoltura, che trenta anni fa ha iniziato la sua attività politica nel sindacato di cui Del Turco è stato segretario confederale.

Del Turco è stato uno degli esponenti di maggior valore della prima repubblica, uno di quelli che hanno portato l’Italia ad un grado molto alto di civiltà e di giustizia sociale, e poi l’hanno sistemata al quarto posto tra le potenze mondiali. Prima del crollo politico, e del crollo morale, e del crollo economico che sono venuti dopo il ‘92.

Del Turco – scriveva il direttore Piero Sansonetti nei giorni scorsi – però non saprà mai se il nuovo processo ci sarà davvero e se finalmente potrà ottenere l’assoluzione. Perché la lunga vicenda giudiziaria lo ha logorato, ha annientato il suo fisico. Oggi è chiuso in casa, è malato di cancro, di parkinson e di alzheimer. Non ragiona più. Non riconosce nemmeno i suoi familiari. Ha pagato in modo terrificante una colpa che non ha commesso. È contro quest’uomo, cioè contro uno dei protagonisti della storia della repubblica e contro una persona malatissima, che si sono accaniti i senatori che hanno deciso di togliergli la pensione. Ci sarà una rivolta di politici, di intellettuali, di giornalisti, di persone normali, di fronte a questo atto di puro sadismo? Temo di no.

Redazione