«Noi per primi avvertiamo la necessità non più procrastinabile di un intervento legislativo che detti regole certe e che preveda espressamente l’incandidabilità nel territorio in cui il magistrato presta o ha prestato servizio negli anni precedenti». Il presidente della giunta napoletana dell’Associazione nazionale magistrati, Marcello De Chiara, ribadisce la posizione dell’associazione rispetto al caso di Catello Maresca.

L’ex pm anticamorra, oggi sostituto procuratore generale di Corte d’appello a Napoli, non fa più parte dell’associazione, si è dimesso un mese fa dopo che il dibattito sulla sua possibile candidatura a sindaco del capoluogo campano ha suscitato reazioni e commenti anche da parte dei vertici dell’Anm che gli hanno chiesto di chiarire la sua scelta. Un pensiero condiviso da tanti, anche al di fuori degli ambienti dell’Anm, mentre crescevano i rumors sulla possibile candidatura di Maresca tanto da farne un vero e proprio caso. Sul fronte strettamente giudiziario la vicenda è ora al vaglio del Consiglio superiore della magistratura. Il 14 dicembre scorso il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, aveva inviato una nota al Csm, allegando gli articoli di stampa sulla possibile corsa di Maresca a Palazzo San Giacomo come candidato civico sostenuto dal centrodestra.

La segnalazione aveva determinato l’apertura di un fascicolo per verificare l’esistenza di eventuali profili di incompatibilità di Maresca che, se dovesse effettivamente candidarsi come molti sostengono da tempo, affronterebbe la competizione elettorale come aspirante sindaco della città dove esercita la sua attività di magistrato e dove l’ha esercitata per anni, considerato che è stato a lungo pm della Dda partenopea. La prima commissione del Csm si è espressa deliberando, con quattro voti favorevoli e due contrari, l’archiviazione del caso Maresca tenuto conto che la legge non vieta ai magistrati di candidarsi alle elezioni amministrative nel territorio dove esercitano le loro funzioni e ritenendo i contatti di natura privata e riservata che Maresca avrebbe allacciato con vari politici in vista di una sua candidatura come «condotte attuative di un diritto di natura costituzionale e quindi non foriere di conseguenze pregiudizievoli».

Oggi si pronuncerà il plenum del Csm che all’ordine del giorno ha, tra le altre, proprio la questione del magistrato napoletano e si prevede un dibattito acceso, perché i pareri non sono tutti unanimi. Già nel corso di una precedente seduta del plenum c’era stato un botta e risposta tra il consigliere togato di Area Giuseppe Cascini, propenso ad approfondire i rapporti tra politica e magistratura, e l’indipendente Nino Di Matteo, che è tra coloro che in prima commissione hanno votato per l’archiviazione del caso Maresca. Il caso infiamma soprattutto per gli interrogativi che apre sull’opportunità che un magistrato decida di candidarsi proprio nella città dove esercita le proprie funzioni, oltre che per le riflessioni che genera la linea adottata finora da Maresca il quale, evitando di confermare o smentire le voci sul suo possibile ingresso in politica, lascia questa situazione sospesa nella bolla dell’incertezza.

Il presidente della giunta napoletana dell’Anm ricorda che da tempo se ne discute anche in sede legislativa: «Peraltro, come tutti sanno, una proposta di legge che prevede questa incandidabilità esiste già e ha ricevuto il parere favorevole nell’Associazione nazionale magistrati ma – osserva De Chiara – come tante altre riforme in materia di giustizia si trascina da tre legislature». Quanto al caso specifico, «è indubbio che la situazione di incertezza che registriamo ormai da mesi, indipendentemente dalla configurabilità di violazione di legge o da profili di incompatibilità che non compete a noi valutare, è un fatto che di per sé rischia di appannare l’imparzialità del singolo magistrato e della magistratura napoletana tutta, per cui – conclude Marcello De Chiara – il nostro auspicio, come già detto, è che al più presto il dottor Maresca possa fare definitiva chiarezza sulla vicenda che lo riguarda».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).