Tutto secondo le previsioni. Le elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura confermano lo strapotere delle correnti. È quanto emerge ieri dopo lo scrutinio delle schede per l’elezione dei due rappresentanti della Cassazione: primo posto per Paola D’Ovidio di Magistratura indipendente, il gruppo di destra, secondo per Antonello Cosentino, esponente di Area, la corrente progressista delle toghe. Nulla da fare invece per i candidati ‘indipendenti’, quelli che si erano candidati in contrapposizione agli storici gruppi associativi.

Clamoroso il successo di Paola D’Ovidio, attuale sostituto procuratore generale in Cassazione con circa 1800 voti che ha surclassato nettamente tutti gli altri candidati. Débâcle per il candidato di Unicost, la corrente di centro, Milena Falaschi. Senza più Luca Palamara, per anni ras indiscusso dei magistrati ‘centristi’, Unicost fatica a risollevarsi e a togliersi l’immagine di corrente legata al ‘sistema’ delle nomine lottizzate. L’unica sorpresa di queste elezioni ha riguardato il terzo posto di Stanislao De Matteis, anch’egli sostituto procuratore generale in Cassazione.

Per il resto poco più di 200 voti per Stefano Giaime Guizzi, uno dei magistrati più esperti nella difesa disciplinare dei colleghi (fra i suoi assistiti lo stesso Palamara), e circa 400 per Giacomo Rocchi, il candidato del comitato Altra proposta che aveva effettuato le selezioni tramite il sorteggio. Al momento, dunque, pare naufragare la riforma voluta dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia che avrebbe dovuto favorire lo spontaneismo e le candidature esterne alle correnti. I magistrati sono andati sul sicuro, evitando salti nel buio. 800 le schede bianche. 200 quelle nulle. Terminato lo spoglio della Cassazione si proseguirà con i pm e con i giudici.