Nella giornata in cui cade l’anniversario (decennale) dell’arresto di Michele Zagaria, Catello Maresca, uno degli artefici principali della cattura del boss dei Casalesi, latitante per 16 anni, torna a fare il magistrato dopo l’aspettativa richiesta per provare a diventare sindaco di Napoli in una coalizione civica appoggiata dai partiti di centrodestra. L’attuale consigliere comunale di palazzo San Giacomo, a capo dell’opposizione del sindaco Gaetano Manfredi, sarà giudice presso la Corte di Appello di Campobasso, incarico che lui stesso aveva indicato quando ha formalizzato la richiesta di riprendere servizio. A stabilirlo il Consiglio Superiore della Magistratura con 11 voti a favore e ben 10 astensioni.

Una decisione, quella presa a Palazzo dei marescialli, accolta tra le polemiche, così come emerge dal voto finale. “E’ inaccettabile che un magistrato in servizio sia leader dell’opposizione al governo della città in cui vive” ha detto il togato di Area Giuseppe Cascini, puntando l’indice contro la “colpevole inerzia del legislatore” che consente una “commistione” di ruoli produttiva di un “grave vulnus all’immagine di indipendenza della magistratura”. Poco prima il collega del suo stesso gruppo Mario Suriano aveva spiegato la sua astensione quale segnale alla politica che “il problema va risolto”.

Maresca aveva indicato il 12 ottobre come sedi di preferenza le procure generali delle corti d’Appello di Bari, Firenze, Bologna. Successivamente, il 23 ottobre, ha indicato le corti d’Appello di Campobasso, Salerno e del tribunale di Salerno. È stato deciso per Campobasso in quanto non raggiungeva il punteggio per le altre sedi.

“Sono sereno e rispetto le decisioni del Csm. Sono contento di rientrare a fare il mio lavoro. Nel contempo cercherò da civico di dare un contributo alla mia città” ha dichiarato lo stesso Maresca dopo la decisione del Csm.

 

Redazione