Profeta di cure alternative contro il covid, Didier Raoult è stato già visto più volte in piazza al fianco di gruppi negazionisti del covid e no-mask. Tanto da essere diventato una sorta di “santone” nella lotta non ufficiale al covid e simbolo del populismo anti-lockdown.

Nato a Dakar, in Senegal, classe 1952, è un medico che ha passato la sua adolescenza a Marsiglia. Inizialmente scelse studi letterari che poi abbandonò per la facoltà di medicina. Ha identificato il Mimivirus, un virus che causa alcune forme di polmonite, specialista delle Rickettsie, batteri intracellulari all’origine del tifo per cui hanno iniziato a chiamarlo “il pescatore dei microbi”.

Diventato famoso nella prima fase della pandemia per aver dichiarato con certezza di sapere come far “guarire i propri pazienti dal Covid”: utilizzando l’idrossiclorochina un l’antimalarico. All’epoca incassò subito i complimenti di Donald Trump e le critiche dei colleghi scienziati che bocciò la sua teoria. Ma una buona parte dei francesi gli ha subito dato credito: i suoi video su Youtube incassano milioni di visualizzazioni e le file fuori al suo studio si allungano sempre di più.

Emmanuel Macron lo aveva scelto tra gli 11 membri del consiglio scientifico Covid-19. Ma Raoult ha continuato la sua crociata contro quelle che per lui sono inutili limitazioni per il covid. Così, quando il governo ha annunciato la reintroduzione delle mascherine e la chiusura di bar, ristoranti e attività commerciali dalle 23 alle 6 di mattina, Raoult si è detto totalmente contrario: “L’epidemia non è un problema che va oltre quello che è successo in passato – ha detto, puntando al fatto che il tasso di mortalità nella regione Bouches-du-Rhône fosse inferiore rispetto a Parigi – “Dobbiamo rispondere a questa situazione con calma e ottimismo. Il pessimismo uccide i pazienti”. Intanto venerdì la Francia ha registrato 9mila nuovi casi, il più grande aumento giornaliero dall’inizio della pandemia. Tutto al netto di un incremento nei test, oltre un milione a settimana.

la Société de pathologie infectieuse de langue française (Spilf) ha denunciato Raoult, accusandolo di aver violato nove articoli del codice deontologico. A partire dalla prescrizione dell’idrossiclorochina in chiave anti-Covid.