Sarebbe stato trovato senza vita in casa, stroncato da un infarto, in provincia di Caserta, Domenico Biscardi, uno dei punti di riferimento dei no vax in Italia. La notizia non è ancora confermata ufficialmente dalle forze dell’ordine (non risulta né a carabinieri né alla polizia) ma in queste ore sui social sono numerosi i messaggi di cordoglio nei confronti dei familiari di “Mimmo”, diventato in poco tempo riferimento della galassia che nega l’esistenza del covid-19.

Biscardi, presentato come genetista e farmacologo, nei giorni scorsi aveva pubblicato un breve video, inferiore ai due minuti, nel quale rivolgendosi a una non meglio precisata “Giulia” diceva di avere la prova definitiva che nell’essiccato del vaccino anticovid erano contenuti nano dispositivi di tecnologia sconosciuta (anche micro-trasmettitori). Una ‘scoperta’ che si era detto pronto a portarla alla Corte Suprema Europea per depositare una denuncia formale. “Qui finisce tutto, a fine gennaio finisce tutto, sarà una nuova Norimberga. Scoppia la guerra perché le case farmaceutiche non vorranno accettare questa cosa e dovranno pagare miliardi di euro di risarcimento. E ci saranno tanti morti. Questi qua sono l’interfaccia con il 5 G. Ci metto la faccia Giulia e se devo morire voglio morire da eroe. E’ finita Giulia, con questo abbiamo vinto. Napoli-Madrid, la vittoria di un mondo”.

Come è morto Domenico Biscardi, la senatrice no vax Granato: “Non credo alle coincidenze”

Un audio, diventato virale nelle chat Telegram ma anche su Facebook, dal contenuto discutibile che alimenta ancora di più le tesi complottiste e anche quelle relative alla morte dello stesso Biscardi, sul quale, ripetiamo, al momento non ci sono conferme ufficiali (poi l’ufficialità e i funerali). Molti utenti ipotizzano addirittura un attentato alla persona di Biscardi dopo quanto scoperto.

“È morto il Dott. Domenico Biscardi, aveva annunciato qualche giorno fa di aver fatto un’importante scoperta sui sieri Covid, lo hanno suicidato. Come Giuseppe De Donno (il medico di Mantova morto suicida lo scorso luglio 2021, ndr). Riposa in pace, da eroe, come hai detto tu”.

Sulla presunta morte di Biscardi è intervenuta anche Nunzia “Nandra” Schillirò, la poliziotta no vax sospesa per le sue dichiarazioni contro il governo durante la manifestazione No Green pass a Piazza San Giovanni a Roma lo scorso ottobre. “Mi sembra il minimo spendere due parole per il dottor Domenico Biscardi, che ci ha appena lasciato. In molti – scrive sui social – avrete ascoltato quello che pare essere il suo ultimo messaggio audio. Non continuate a farmi domande a cui non so rispondere. Saranno accertate le cause della morte e poi, se del caso, ci saranno delle indagini. Sono sconvolta quanto voi perché, pur non essendo un medico e non potendo valutare le affermazioni del Dottore, avevo ascoltato le sue posizioni, che avevano contribuito, insieme a quelle opposte o concordanti di tanti altri esperti del settore, a fare in modo che io potessi formarmi una mia personale opinione. Questo è il motivo per cui sempre ringrazierò tutti coloro che hanno il coraggio di esprimere le proprie tesi, qualunque esse siano. Esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia del dottor Biscardi e a tutti coloro che lo hanno amato. Che la Verità, qualunque essa sia, possa venire alla luce e donare pace al dottor Biscardi e a tutti noi”.

C’è chi aggiunge che con la morte di Biscardi “lo Stato che vuole nascondere la verità”.

Il profilo di Domenico Biscardi: dalla cura Di Bella all’Africa

Stando a quanto riporta il portale “Come Don Chisciotte”, Biscardi era laureato in farmacia, ricercatore indipendente (non aveva alcun titolo né pubblicazioni all’attivo) che sale alla ribalta delle cronache quando nei primi anni Duemila, spacciandosi per medico, inizia a somministrare la cura Di Bella a svariati pazienti in una clinica di Caserta fino al 2005, quando viene scoperto e arrestato per riciclaggio e associazione a delinquere.

Poi si traferisce in Africa, sull’isola di Sal, a Capoverde, dove – guadagnata la cittadinanza grazie al matrimonio con una donna locale – fonda un’associazione e continua a esercitare la professione medica e il metodo Di Bella, riuscendo persino a ingannare la giornalista Gioia Locati che nel 2012 gli fa un’intervista molto discussa in cui egli afferma di essere discepolo di Giuseppe Di Bella ed esser riuscito a curare i melanomi con lo iodopovidone. A Capoverde inizia a praticare anche le staminali, e quando nel 2014 la fondazione Di Bella si dissocia da lui, inizia a vendere una cura contro gli effetti delle scie chimiche.

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.