Non accenna a placarsi la polemica sulle offese di Giovanni Gozzini alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Il professore di storia all’Università di Siena si è lasciato andare a insulti e apprezzamenti e metafore del tutto gratuite e ributtanti durante una diretta di Controradio. A supporto di Meloni è scattata una sorta di gara di solidarietà che ha coinvolto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Mario Draghi, che hanno telefonato la leader del centrodestra e dell’opposizione. A poco sono servite le scuse del professore.

“Questa pesciaiola – mi dispiace d’offendere questi negozianti ma io non posso vedere in Parlamento gente simile, cioè di un’ignoranza di tale livello. Che non ha mai letto un libro in vita sua. E che questa gente possa rivolgersi da pari a pari a Mario Draghi. Datemi dei termini: una rana dalla bocca larga, una vacca, una scrofa. Peracottara? Forse”, ha detto Gozzini in diretta sulla Radio in una conversazione con Giorgio Van Straten e Raffaele Palumbo. A stupire è il mittente delle offese, in questa storia: un accademico, un uomo di cultura.

 

Gozzini ha 65 anni e insegna Storia contemporanea, Storia del giornalismo e History of globalization al Dipartimento di scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena. Ha insegnato precedentemente anche alla Mount Scopus University di Gerusalemme ed è stato visiting professor presso il Center for European Studies della Harvard University. Autore di numerose pubblicazioni sulla storia di Firenze, sullo sterminio nazista, sulla storia del Partito Comunista Italiano, sulla storia del giornalismo e della globalizzazione e del mondo della comunicazione. È membro della direzione della rivista Passato e presente e del comitato scientifico di Comparativ. Zeitschrifte fürGlobalgeschichte und vergleichendeGesellschaftforschung ed è peer reviewer per il Journal of Global History. Dal 2000 al 2007 è stato direttore del Gabinetto Vieusseux di Firenze e dal 2007 al 2008 assessore alla cultura del Comune di Firenze.

“Chiedo scusa per aver usato delle parole sbagliate. Sono a porgere le mie scuse a tutti quanti, a Giorgia Meloni per prima e a tutte le persone che si sono sentite offese”, ha provato a scusarsi Gozzini. “Voglio ringraziare quanti mi hanno voluto esprimere solidarietà per gli squallidi insulti ricevuti da un docente universitario via radio. Lo dico da donna e madre, da politica e da italiana. Perché l’Italia di tutto ha bisogno, tranne che di odio. E noi non ci facciamo intimidire”, ha twittato Meloni.

 

Siparietto familiare anche in piena rassegna stampa del TgCom24 durante la quale Andrea Giambruno, giornalista e conduttore, compagno di Meloni (i due hanno una figlia), che ha osservato: “Non mi permetto di commentare le parole del professore perché ci sono altri luoghi dove verranno commentate e sentenziate in altri termini – ha detto Giambruno – Mi permetto solo di dire che ci sono dei minori che leggono certe schifezze. Io spiegherò a mia figlia quanto sua madre sia valorosa e meritevole di ciò che ha fatto nella sua vita. Mi auguro, professore, ammesso che lei abbia dei figli, che i suoi di figli possano dire altrettanto dei suoi commenti misogini, indegni e vergognosi”.

Vito Califano

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