“Se Pd, M5S e Leu hanno formato un intergruppo parlamentare per coordinare la loro attività nella maggioranza a sostegno di Draghi, allora penso che anche il centrodestra debba dotarsi di un suo intergruppo per portare avanti il programma elettorale comune”. Non si è fatta attendere la controffensiva della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, alla decisione dei partiti della maggioranza che sosteneva l’ex governo Conte di coalizzarsi all’interno del nuovo esecutivo “evidentemente contro gli altri partiti che sostengono il Governo”.

Per la presidente dell’unico grande partito rimasto all’opposizione (l’altra fazione di rilievo che ha deciso di non supportare il governo Draghi è Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni) la misura sarebbe “utile nonostante il diverso posizionamento attuale dei partiti della coalizione”, annunciando di voler formulare la proposta a Salvini e Berlusconi “sperando che possa essere accolta”.

L’obiettivo è quello di cercare di tenere compatto il centrodestra, alla prova del nove con la spaccatura tra governisti e anti-draghisti. Proprio ieri sera Matteo Salvini ha incontrato il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani e la sua vice Licia Ronzulli per stabilire una linea comune da adottare nella maggioranza dopo la notizia della nascita dell’intergruppo Pd – M5S – Leu.

Una formazione nata proprio allo scopo di arginare le derive sovraniste del leader del Carroccio, già ridimensionate dal primo discorso di Mario Draghi al Senato nel giorno della fiducia, in cui il neo-premier ha parlato di atlantismo e di europeismo come “scelte irreversibili”.

Ricompattare gli alleati, dunque, per restare più ancorata ai temi comuni ed essere informata prontamente dei venti che tirano nella maggioranza. Una manovra che consentirà a Giorgia Meloni anche di mettere in atto l’opposizione “patriottica e responsabile” annunciata dopo il “no” a Draghi durante le consultazioni.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.