Se da parte di Italia Viva e Matteo Renzi il sostegno all’eventuale governo di Mario Draghi è “a prescindere”, “indipendentemente da quanti ministri tecnici e politici ci saranno”, le altre forze politiche che questa mattina sono state ricevute dal premier incaricato hanno fissato altri paletti.

Federico Fornaro, deputato di Liberi e Uguali, ha infatti sottolineato che il partito del ministro della Salute Roberto Speranza “non firmerà mai il programma di un governo in cui ci sia la flat tax”, chiaro riferimento alle richieste avanzata dalla Lega. “Abbiamo chiarito a Draghi che per noi il programma non è una variabile indipendente”, hanno spiegato Fornaro e Loredana De Pretis, capogruppo al Senato, riservandosi di esprimere un giudizio di merito “in un secondo giro sulla base del perimetro programmatico e politico delineato da Draghi”.

Prima di Leu erano stati ricevuti a Montecitorio i rappresentati di Per le Autonomie, che hanno espresso il proprio sì al governo Draghi. “Auspichiamo un governo politico. La formula ‘Ursula’ sarebbe perfetta. Con i governi tecnici non abbiamo avuto buone esperienze per i nostri piccoli territori”, ha spiegato Julia Unterberger al termine della consultazione con Draghi. “Ci auguriamo un governo politico. Penso che come convinti europeisti non possiamo che dire sì a un governo Draghi”, ha aggiunto.

DA MELONI ‘NO’ A DRAGHI – Come ampiamente previsto, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia hanno ribadito dopo le consultazioni con Draghi che “in ogni caso non voterà la fiducia al suo governo“. Pur parlando di un confronto “cordiale, franco, spero costruttivo”, la leader di FdI spiega che i motivi del no sono due, di “metodo e merito”. “Serve sì un governo autorevole ma anche coeso, con una visione chiara”, ha detto la Meloni, aggiungendo che Draghi “rischia di trovarsi con gli stessi problemi del precedente: una maggioranza troppo eterogenea, un parlamento balcanizzato con il rischio di immobilismo”.

Dalla Meloni anche una mano tesa nel nome del buonsenso, sottolineando che Fratelli d’Italia “non farà mancare le proprie proposte, come sempre. Se arriveranno provvedimenti per fare bene all’Italia noi li voteremo come abbiamo sempre fatto“. La Meloni ha anche anticipato che ci sarà un secondo giro di consultazioni da parte del presidente incaricato e che “abbiamo chiesto se fosse disponibile a mandato a tempo e mi pare che la scelta sia un orizzonte di legislatura“.

CAOS NEL M5S – Anche questa mattina non accennano a diradarsi le nubi all’interno del Movimento 5 Stelle, picconato dagli ortodossi Di Battista e Casaleggio. Il “Che Guevara di Roma Nord” in piena notte ha utilizzato Facebook per ribadire il no all’esecutivo guidato dall’ex numero della Bce. “Ogni ora che passa, per quanto mi riguarda, si aggiungono ragioni su ragioni per dire ‘no’ a Draghi”. “Governo politico è una parola che non ha alcun senso in questo scenario. Cosa c’è di politico nel governare con Pd, Leu, Forza iIalia, Più Europa, Centro democratico e, probabilmente, Lega nord? Ci sarà qualche ‘politico’ dentro – scrive ancora Di Battista – un numero, tra l’altro, decisamente inferiore a quel che si immaginano molti sostenitori del sì a Draghi. Ma di politico non vi sarà nulla”.

A dare manforte è quindi il presidente di Rousseau, Davide Casaleggio, che con una mossa dell’ultimo minuto cerca di imbrigliare Draghi al voto della sua piattaforma per gli iscritti a 5 Stelle. “Qualunque sarà lo scenario politico possibile c’è ampio consenso sul fatto che l’unico modo per avere una coesione del Movimento 5 stelle sarà quello di chiedere agli iscritti su Rousseau”, ha sottolineato il figlio del co-fondatore Gianroberto dopo aver incontrato alcuni parlamentari grillini.

A Roma nella notte è arrivato anche Beppe Grillo. Il comico genovese e fondatore del M5S parteciperà all’incontro con il premier incaricato di domani. La delegazione del Movimento 5 Stelle che domani alle ore 12.15 si recherà alle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Draghi sarà composta da Grillo e dal reggente politico, Vito Crimi. Per il Senato saranno presenti il capogruppo Ettore Licheri e la vice presidente di Palazzo Madama, Paola Taverna, e per la Camera il capogruppo Davide Crippa e il vicecapogruppo Riccardo Ricciardi.

FORZA ITALIA PER IL Sì, BERLUSCONI ASSENTE – Forza Italia ha annunciato il “pieno appoggio” all’operato di Mario Draghi. Il vicepresidente del partito Antonio Tajani, accompagnato nella delagazione dai capigruppo Gelmini e Bernini, nel corso della consultazione col presidente incaricato ha anche presentato “due dossier di Forza Italia uno sul recovery Plan e uno sul piano vaccinale”. “Non si tratta di una maggioranza politica ma un governo dei migliori a servizio dell’Italia e degli italiani”, ha aggiunto Tajani cercando così di smarcarsi da ipotesi di alleanza politiche, ribadendo che Forza Italia “si aspetta un esecutivo di alto livello capace di rappresentare al meglio l’unità del Paese coinvolgendo tutte le risorse migliori della politica, dell’economia e della cultura per affrontare insieme la più grave emergenza sanitaria ed economica della repubblica”.

A Montecitorio non è andato invece Silvio Berlusconi, che era atteso come capodelegazione. In Forza Italia, che oggi andrà a Montecitorio, va registrata la marcia indietro di Silvio Berlusconi, che non farà da capodelegazione. Il partito in una nota aveva precisato che tra l’ex premier e Draghi c’era stato “un lungo e cordiale colloquio telefonico, nel quale gli ha espresso il suo rammarico, e gli ha anticipato la posizione di Forza Italia”

SALVINI VUOLE UN “GOVERNO DI TUTTI” – Nella Lega le posizioni inizialmente distanti di Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini col passare delle ore si stanno avvicinando. Il primo, megafono degli industriali del Nord e dell’ala più europeista del Carroccio, aveva parlato di Draghi come “un fuoriclasse alla Cristiano Ronaldo”, mentre il segretario era stato più cauto sul sostegno all’ex Bce.

“Se ci sono spazi per aiutare milioni di Italiani noi ci siamo”, ha spiegato Salvini a Rainews24 a proposito della partecipazione al governo Draghi. Ma anche con ministri della Lega? “Se ci siamo, ci siamo non facciamo le cose a metà. Se non ci siamo collaboriamo come opposizione come abbiamo fatto in questo anno e mezzo”.

Concetto ribadito intervenendo a a “Timeline”, su Sky Tg24. Il leader del Carroccio ha sottolineato che “mi piacerebbe che nel Governo ci fossero tutti, che in un momento come questo, in cui Mattarella ha chiesto di fare un passo avanti, si metta l’interesse del Paese davanti a quello dei partiti”. Noi lo facciamo – ha aggiunto Salvini -, per la Lega sarebbe stato più comodo dire no a priori. A me dispiace che altri mettano veti, mi sembra che non sia lo spirito chiesto dal presidente della Repubblica. Ricordo che nel dopoguerra nei governi c’erano tutti. Dopo la fase di ricostruzione ognuno ha ripreso la sua via e sono tornati a confliggere, però penso che questo sia un momento tale per cui c’è bisogno delle energie di tutti”.

PD CON DRAGHI PER GOVERNO DI LUNGA DURATA – Era scontato, ma dal Partito Democratico è arrivato un chiaro sì ad un esecutivo a guida Draghi. Uscendo dalla consultazione col presidente incaricato, il segretario Dem Nicola Zingaretti ha sottolineato che il partito “invierà le nostre proposte per un programma di governo forte, di lunga durata”.

Zingaretti ha anche citato l’ex presidente della Repubblica Ciampi: “La sfida è davvero grande e noi faremo di tutto per aiutare a vincerla. Come diceva Ciampi, l’Italia ce la farà“. Un Paese che è tornato, secondo Zingaretti, “protagonista nella costruzione della nuova Europa evitando il danno intollerabile e irreparabile che il nazionalismo avrebbe arrecato all’Italia. Si tratta di un patrimonio da conservare”.

CONSULTAZIONI LUNGHE – Come già anticipato oggi da Giorgia Meloni uscendo dal colloquio con Draghi, il presidente del Consiglio incaricato terrà consultazioni lunghe. Domani mattina l’ex presidente della Bce vedrà le delegazioni di Lega e Movimento Cinque Stelle mentre lunedì incontrerà le parti sociali, prima di far partire un secondo giro di consultazioni con i partiti.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia