La posizione di Beppe Grillo, fondatore e attualmente garante del Movimento 5 Stelle, sul possibile governo tecnico a guida Mario Draghi non può sorprendere. Il comico genovese, secondo un retroscena dell’AdnKronos, ha chiesto ai suoi gruppi parlamentari di restare compatti e leali con Giuseppe Conte, il premier uscente che ha visto fallire il tentativo di riportarlo per la terza volta a Palazzo Chigi.

Grillo, ad alcuni fedelissimi che lo hanno sentito in queste ore, ha ribadito quanto espresso anche dal reggente politico Vito Crimi: nessun sostegno al governo tecnico presieduto dall’ex presidente della Bce. “Oggi ci ritroviamo con un governo tecnico. Mettete da parte Draghi, al di là della persona, pensate a un governo tecnico, freddo e calcolatore. Al di là di quello che faremo quando e se dovesse nascere questo governo noi saremo condizionati”, ha detto Crimi nell’assemblea 5 Stelle convocata per discutere della crisi politica in atto e del mandato conferito da Mattarella a Draghi.

Ma il ‘no’ di Grillo (e quindi del M5S) a Mario Draghi poteva essere letto anche in vecchie dichiarazioni del fondatore. Il comico genovese aveva dedicato un articolo all’ex numero uno dell’Eurotower nel settembre del 2014, dal nome emblematico: Draghi Poppins.

Nel testo Grillo definiva Draghi “una Mary Poppins un po’ suonata che tira fuori dalla sua borsetta sempre le stesse ricette”. Il riferimento era ai continui tagli del costo del denaro da parte della Bce guidata proprio da Draghi. “Già in passato – scriveva Grillo – abbiamo visto come il taglio dei tassi non sia servito a ridare fiato all’economia, anzi paradossalmente l’ha affossata del tutto perché gli investitori vanno da chi fa fruttare i loro soldi”. Il giudizio era quindi severissimo: “La Bce non può osare e non gli resta che perseverare nell’errore. Sono i Trattati europei a non permetterglielo. Dunque, bisogna cambiare i Trattati europei”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia