La sanità calabrese dalla padella alla brace? È quello che viene da pensare con la nomina di Giuseppe Zuccatelli a commissario ad acta dopo le dimissioni di Saverio Cotticelli, costretto alla ‘fuga’ dopo la figuraccia in tv a “Titolo V”, dove ha “scoperto” nel corso dell’intervista a Walter Molino di essere il responsabile del piano operativo Covid (ancora da scrivere).

Un curriculum di tutto rispetto per Zuccatelli, 76enne di Cesena, ex presidente dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) con esperienze manageriali in Campania e Abruzzo e giunto nel 2019 in Calabria per guidare l’azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” e l’azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” di Catanzaro.

Qualche problema Zuccatelli lo aveva avuto da commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, da dove si era dimesso a seguito di una intervista rilasciata a Report in cui gli veniva contestata la mancata apertura del centro Covid di Castrovillari.

Ma il caso di cui si parla da ore riguarda le dichiarazioni rilasciate in una intervista video spuntata sul web dopo la sua nomina a commissario ad acta. “Le mascherine non servono a nulla, ve lo dico anche in inglese”, si sente dire nel video. “Sai cosa serve? La distanza – continua nello stralcio di video pubblicato da Calabria News – Per beccarti il virus, se io sono positivo, devi stare con me e baciarmi per 15 minuti con la lingua in bocca. Altrimenti non te lo becchi il virus”.

Il neo commissario, che è attualmente positivo al Coronavirus e si trova in quarantena, si è difeso in una nota spiegando che quelle affermazioni sono “errate” ed “estrapolate impropriamente da una conversazione privata”, e inoltre “risalgono al primo periodo della diffusione del contagio”. Peccato che il video sia in realtà datato 27 maggio: la prova sta nei post del collettivo femminista “FEM.IN. Cosentine in lotta” in cui parlarono di quell’incontro per ottenere da Zuccatelli spiegazioni sulla mancata riapertura dei consultori locali. Parole, quelle sulle mascherine, che diventano quindi ancor più gravi: a fine maggio il mondo scientifico era ormai certo dell’utilità delle mascherine, con la pandemia in corso già da mesi (in Lombardia, per esempio, l’obbligo di mascherina anche all’aperto era in vigore dal 5 aprile).

La nomina di Zuccatelli è stata difesa a spada tratta dal ministro della Salute Roberto Speranza. Intervistato a ‘Mezz’ora in più’ su Rai3, Speranza ha chiarito che il video è “del tutto inappropriato” ma “si è scusato” e “trent’anni di curriculum non si cancellano per un video sbagliato e rubato”. Una difesa che però potrebbe derivare anche dalla vicinanza politica di Zuccatelli allo stesso Speranza: nel 2018 il commissario calabrese fu candidato alla Camera con Liberi e Uguali nel collegio Emilia Romagna 2, quello della sua Cesena, rimediando poco più di 5.000 voti e finendo quinto. Non solo. A Cesena Zuccatelli è stato anche consigliere comunale per il PD, prima di formare nel 2017 uno dei primi gruppi consiliare in Italia di Articolo 1-Mdp, la formazione politica nata dalla scissione dei ‘bersaniani’ dal Partito Democratico.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia