Il Premio Nobel per la medicina Luc Montagnier torna a far parlare e offre un nuovo assist a No Vax e No Green Pass. Lo scienziato ha incontrato il sito Ippocrate.org in Italia è ha sostenuto che si sta registrando un “picco di decessi dopo la vaccinazione, c’è correlazione”. Montagnier, idolo di complottisti e scettici fin dall’esplosione della pandemia da covid-19, ha definito i vaccini più dei “prodotti biologici con effetti genetici” e ha ipotizzato morti causate da “shock anafilattico che può essere causato da componenti che non sono proteine ma che accompagnano l’RNA del virus”.

Le conclusioni di Montagnier non sono neanche lontanamente quelle della comunità scientifica internazionale. Casi di effetti collaterali sono stati verificati ma anche rarissimi e causati da altre reazioni e nella stragrande maggioranza dei casi provocate da patologie pregresse. Solo due giorni fa Giovanni Migliore della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere ha fatto sapere che in Italia “il 90% dei pazienti in terapia intensiva non è vaccinato”. A oggi sono oltre 73 milioni e 286mila le somministrazioni in Italia, più di 35 milioni e 307mila le persone che hanno completato il ciclo vaccinale, pari al 65,37% della popolazione over 12 anni.

I preparati riescono a proteggere efficacemente dalle forme gravi di contagio da variante Delta, la mutazione più trasmissibile che ha causato la nuova impennata di contagi in tutto il mondo. Il bollettino di ieri ha riportato 30 morti. L’ultimo picco si è verificato lo scorso 9 aprile con 718 morti quando la campagna vaccinale aveva appena superato i 3 milioni e 877mila somministrazioni. I nuovi positivi quel giorno erano stati quasi 19mila. Il Generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza, punta a raggiungere l’immunità di gregge con l’80% degli italiani vaccinati entro ottobre.

Chi è Luc Montagnier

Luc Montagnier è un virologo francese, professore emerito dell’Istituto Pasteur. I suoi studi hanno contribuito in maniera decisiva ed essenziale a identificare e solare il virus dell’HIV, responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Proprio per tali ricerche è stato insignito, con Françise Barré-Sinussi, del Premio Nobel per la Medicina o la Fisiologia nel 2008.

Lo scienziato francese è nato a Chabris nel 1932. Ha cominciato la sua carriera scientifica alla Facoltà di Scienze di Parigi, dal 1955 al 1967. Dal 1972 è stato Direttore dell’Unità di oncologia virale del dipartimento di Virologia dell’Istituto Pasteur e dal 1982 del dipartimento stesso, dal 1974 è stato direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS), di cui ora è direttore emerito.

I suoi primi lavori in campo virologico hanno condotto alla dimostrazione della presenza di una forma di RNA infettivo a doppia elica in cellule infettate dall’EMC (virus dell’encefalomiocardite). Montagnier per primo ha individuato in pazienti affetti da AIDS un enzima (la transcriptasi inversa) che permette la sintesi di DNA a partire da RNA virale e che indicava la presenza di un retrovirus. Lo aveva ha chiamato Lymphadenopathy-Associated Virus (LAV). Insieme con altri studi negli Stati Uniti si è arrivati allo sviluppo di tecniche che permettono d’individuare eventuali anticorpi del virus, e quindi la possibilità di preparare un vaccino efficace. Per questa serie di studi lo scienziato francese aveva ottenuto anche il premio Lasker nel 1986.

La teoria di Montagnier sul coronavirus

Poco dopo l’esplosione della pandemia da coronavirus Montagnier aveva parlato del virus come creato in laboratorio, forse nel tentativo di trovare un vaccino per l’HIV. Non esiste nessuna prova a supporto a quasi due anni dall’inizio dell’emergenza – anche se le origini del virus sono comunque dibattute per l’atteggiamento della Cina e le indagini dell’Oms e i sospetti agitati dagli Stati Uniti e dalla comunità internazionale che ciclicamente tornano al centro dell’attenzione. Montagnier da anni sostiene teorie che trovano credito nella galassia dei complottisti. Un suo video sul covid-19 è diventato virale a inizio 2020. Lo scienziato diceva che il virus era stato manipolato da un professionista: al virus classico proveniente dal pipistrello era stata aggiunta una sequenza del virus dell’HIV. E aveva anche suggerito di curare il contagio con le onde elettromagnetiche. 

Lo scienziato aveva agitato una “pressione enorme” per nascondere i risultati di studi analoghi al suo – studi che sono tutt’ora online e disponibili anche se smentiti. La teoria è stata smontata da scienziati e ricercatori di tutto il mondo. Anche alcune teorie sull’HIV di Montagnier sono state giudicate infondate perfino da Françoise Barré Sinoussi. A novembre 2017 un gruppo di oltre 100 scienziati aveva firmato una lettera aperta contro le posizioni di Montagnier che suggerivano un legame tra vaccini e autismo. Anni fa il Premio Nobel aveva fatto parlare di sé anche per la proposta di curare il Parkinson e altre malattie degenerative con il succo di papaya.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.