“Da vaccinato posso andare in giro come se fossi sicuro al 100%? La risposta è no”. E’ quanto sottolinea la professoressa Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center. In collegamento con la trasmissione “DiMartedì” condotta da Giovanni Floris su La7, la virologa chiarisce alcuni aspetti in vista delle prime vaccinazioni in programma all’inizio del 2021.

“Chi si vaccina contro il coronavirus non si ammala ma – precisa – si può infettare lo stesso e trasmettere la malattia se non porta la mascherina. Quando si parla di efficacia si fa riferimento alla malattia. Esistono pochissimi vaccini che danno immunità sterile e se incontro il virus sono totalmente impermeabile. Nel mondo reale, se sono vaccinato ho una barriera che mi protegge dalla malattia ma non si è sicuro di non infettare e infettarsi al 100%”.

Capua ricorda dunque che “quando arriverà il vaccino non ci sarà un liberi tutti. Oltretutto ci vorranno mesi per vaccinare tutta la popolazione, servirà un piano molto ben organizzato. Il vaccino non è la panacea, è uno degli strumenti”.

Io farò il vaccino e aspetterò il mio turno. Certo che mi vaccinerò, mi farò anche una foto. Ma non sgomiterò perché ci sono persone che vanno tutelate prima delle altre”, dice. Il vaccino deve essere obbligatorio? “Quando si vedrà l’effetto della vaccinazione, anche i più scettici la faranno”.

RISCHIO TERZA ONDATA – Niente liberi tutti anche a Natale perché si corre il rischio di una terza ondata: “Se si fanno le feste a Natale e si va a sciare, ci sarà. Se non si sta molto attenti ci saranno cicli successivi di amplificazione del contagio” osserva la virologa. “A fine gennaio o a febbraio, quando dovremmo essere pronti per il vaccino, ci sarà un’amplificazione del contagio. E effettuare una vaccinazione mentre si diffonde un’infezione è complicatissimo”. L’obiettivo è quello di “tenere gli ospedali più ‘leggeri’ possibili. Ai negazionisti diciamo magari che il covid non viene, ma gli ospedali servono anche per curare chi ha il cancro, chi fa un incidente con l’auto…” aggiunge.

Facciamo un Natale da single -conclude – per una volta, possiamo trascorrere un Natale in maniera più rispettosa, visto il numero di contagi, il numero di morti e il numero di persone in ospedale”.

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.