Roberto Baggio è stato l’ultimo attaccante italiano premiato con il Pallone d’Oro. Un’icona del calcio mondiale, tra gli italiani più forti di tutti i tempi. Non ha mai amato i riflettori, non ha mai perso l’umiltà. È nato il 18 febbraio 1967 a Caldogno, provincia di Vicenza, Veneto. Sesto figlio di Florindo Baggio e Matilde Rizzotto. Alla sua vita è stato dedicato il film Il Divin Codino della regista Letizia Lamartire, protagonista l’attore Andrea Arcangeli. E nel ruolo del padre Andrea Pennacchi.

Florindo Baggio era un uomo di altri tempi. Umile, coriaceo, riservato. Scelse i nomi dei sui figli – Gianna, Walter, Carla, Giorgio, Anna Maria, Nadia ed Eddy – ispirandosi ai suoi idoli. Roberto per Roberto Boninsegna, attaccante di Cagliari, Inter e Juventus. “Era molto rigido – ha raccontato il campione nell’autobiografia Una porta nel cielo – teneva molto all’educazione, teneva molto al rispetto, teneva molto all’onestà, tutto il tempo che aveva lo passava a lavorare. Perché non aveva tempo di ascoltare o comunque confrontarsi”.

L’altro idolo di Florindo era Eddie Merckx – e infatti diede il so nome a un altro figlio – il “cannibale” del ciclismo belga. Preferiva le due ruote al pallone. Aveva fatto il carpentiere. Aveva una ditta di serramenti. “Lavorava 20 ore al giorno”, ha raccontato il figlio Eddy Baggio. Andava con i figli a vedere il Vicenza di Paolo Rossi, venti chilometri tra andata e ritorno, in due in bicicletta. “Papà era duro, di origini umili, aveva vissuto la povertà e la guerra, a casa con lui non ti potevi confrontare – ha raccontato Roberto in una lunga intervista a Il Venerdì di Repubblica – non ti dava soddisfazione, né avevi modo di dire la tua. Era prigioniero della sua timidezza e di un’educazione che non ammetteva aperture, ma mi ha insegnato tutto e a non avere rimpianti. Mi ha amato, con i suoi modi. Otto figli da crescere, per lui che aveva una piccola azienda di infissi non è stato facile”.

È morto a Caldogno a 88 anni nell’agosto 2020. Due anni prima aveva sofferto un ictus. Da quel momento viveva in una casa di riposo. “Era l’uomo più importante della mia vita”, ha detto il Divin Codino. Quando il 3 maggio 1985 venne annunciato l’ingaggio di Baggio da parte della Fiorentina dei Pontello per 2 miliardi e 800 milioni di lire – una cifra monstre per l’epoca – il futuro Pallone d’Oro commentò così ai giornali: “Io in Serie A? Continuerò la mia vita, calcio e fabbrica. Spero solo che mio padre mi conceda qualche ora di riposo in più”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.