E adesso è caccia ai franchi tiratori nel centrodestra. La coalizione è andata a sbattere, alla quinta votazione per il 13esimo Presidente della Repubblica. Era stata scelta Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato, tra i fondatori di Forza Italia. Quinta fumata nera in cinque giorni. Il centrodestra, guidato dal kingmaker Matteo Salvini, segretario della Lega, riporta una batosta dura. È la versione a destra dei 101 che impallinarono Romano Prodi, a sinistra, nel 2013.

La Presidente del Senato ha ottenuto solo 382 voti sui 453 che avrebbero dovuto essere appannaggio del centrodestra. Circa 60 in meno rispetto ai 441 astenuti, sempre del centrodestra, di ieri. Il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, aveva anticipato stamattina che sulla candidatura di Casellati si sarebbe insistito anche nella seconda votazione, al via oggi pomeriggio alla Camera alle 17:00. È improbabile a questo punto che il nome della Presidente del Senato venga riproposto. Durissime le reazioni di alcuni esponenti del centrodestra dopo lo scrutinio.

Duro, tra i più duri, il commento di Osvaldo Napoli, ex azzurro e oggi deputato di Coraggio Italia: “Si è scelto di esporre la figura della presidente del Senato, a cui va la mia stima, nel torneo del Quirinale, nel frattempo trasformato in una corrida. Considero un grave errore aver mandato allo sbaraglio la seconda carica dello Stato. Ho perso il conto dei falò accesi con candidature di ogni tipo e genere, sempre e in ogni caso espressione di una parte politica e mai una sola volta concordate con tutti i gruppi parlamentari. Se questa era l’occasione per dimostrare la piena legittimità del centrodestra a esprimere il presidente della Repubblica, si può dire che è stata sprecata con grave danno per le istituzioni e il Paese”. È invece ironico Elio Vito, deputato di Forza Italia che ha postato su Twitter la foto del tabellone di Montecitorio che riportava la sua astensione e il commento “spiaze …” perfino taggando la Presidente Casellati.

 

Il leader di Coraggio Italia-Cambiamo Idea Luigi Brugnaro ha ammesso che “dopo Casellati non resta che Draghi”. Fabrizio Cicchitto, ex fedelissimo berlusconiano e oggi presidente di Riformismo e Libertà ironizza: “Salvini ha preso come esempio Bersani e dobbiamo dire che davvero l’allievo sta superando di gran lunga il maestro”. Il centrodestra è in subbuglio, in crisi. È andato a sbattere esponendo la seconda carica dello Stato a una votazione disastrosa.

Dove sono i franchi tiratori? Scegliete voi – dice Ignazio La Russa, fondatore di Fdi – non certo in Fratelli d’Italia e credo nemmeno nella Lega. I voti che ha espresso il centrodestra sul nome autorevole del presidente del Senato sono inferiori ai propri numeri. C’è qualcuno che se ne frega dei valori del centrodestra”. Sia il partito di Meloni che quello di Salvini assicurano di aver votato Casellati. Coraggio Italia-Cambiamo Idea conta soltanto 32 Grandi Elettori. Scintille davanti ai cronisti tra La Russa e Toti.

“Chiediamo che Elisabetta Casellati rassegni immediatamente le sue dimissioni da presidente del Senato”, dichiarano i deputati di FacciamoEco Rossella Muroni, Andrea Cecconi, Lorenzo Fioramonti, Alessandro Fusacchia e Antonio Lombardo. “Casellati si è maldestramente prestata ad una operazione di parte, col risultato di inasprire ulteriormente la situazione già tesa e rendere ancora più difficile il percorso verso l’elezione di un Presidente super partes e stimato da tutti”. La prossima votazione alle 17:00 accelera le trattative. La palla torna ai leader Salvini, Meloni e Tajani. Berlusconi, ricoverato domenica scorsa dopo l’addio alla corsa per il Quirinale, avrebbe sbarrato di nuovo la porta, ieri, al Presidente del Consiglio.

Salvini oggi in conferenza stampa, dopo il vertice di stamattina, aveva lasciato intendere che la carta successiva poteva essere il Mattarella bis – il Presidente della Repubblica ha a ogni occasione utile ribadito di non voler fare un altro mandato – ma anche detto “nessun veto su Draghi”. Secondo indiscrezioni de Il Foglio adesso il “Capitano” punterà su Elisabetta Belloni, prima donna a capo dei servizi segreti. Gli alti nomi emersi oggi pomeriggio: quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 48 voti, quello del membro del Csm Nino Di Matteo, 38. Qualche scheda a Tajani, Berlusconi e Cartabia.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.