Sorridente, i biscotti con il suo nome tra le mani e uno chador islamico a coprire la testa e il corpo. È un’inedita Chiara Ferragni quella apparsa nella notte a Torino, frutto della provocazione artistica di Andrea Villa, il Banksy torinese. L’imprenditrice e influencer milanese è diventata così il pretesto per lo street artist per lanciare un interrogativo: “Siete sicuri di essere realmente liberi?“.

Dopo le polemiche sulla conversione di Silvia Romano e l’importanza data all’abito che si indossa, Andrea Villa invita a riflettere.

“Nel mio ultimo lavoro – spiega l’artista – pongo una domanda allo spettatore: tu pensi che la cultura islamica sia inferiore, poiché limita il ruolo della donna? Ma la libertà non è data solamente dal vestito, ma anche dalla posizione sociale e il ruolo che l’ essere umano ha nel presente”.

L’artista racconta di avere discusso della questione con una sua cara amica musulmana e tracci un parallelo tra i modelli.

Le donne occidentali non sono molto più libere di quelle islamiche, poiché devono sottostare ai dettami dell’estetica consumistica. Il velo cela il corpo, quindi viene posta l’attenzione più sulla personalità della donna che sulla sua presenza fisica. Nel mondo occidentale invece la donna è sempre giudicata per la sua apparenza, e spesso l’ involucro non solo appanna la sua natura, ma crea una barriera espressiva, trasformando le donne in oggetti sessualizzati e non più umani, in un rigido canone da rispettare. Nel mondo islamico è probabile che gli uomini si innamorino di te per la tua personalità, e non per il tuo aspetto. Quante volte abbiamo scartato un nostro possibile partner per motivi estetici, perché aveva un fisico o un taglio di capelli che non ci piaceva?”

La scelta dell’imprenditrice italiana, conosciuta in tutto il mondo, non è casuale: “La donna occidentale spesso deve essere di successo e piacente, come Chiara Ferragni, e deve anche avere molti followers per essere valorizzata. Non si dà importanza al bioritmo di ogni individuo, si prende ad esempio una grande imprenditrice eccezionale, e molte devono sottostare a quei dettami estetici, tramutando l’ esistenza delle donne in una gabbia invisibile, fatta di likes e pixel e non di stoffa. Molte donne occidentali devono avere le stesse pose nelle foto o lo stesso trucco e taglio di capelli (come le sorelle Kardashian, per esempio) per riuscire ad avere successo sui social media. Ciò le omologa e le rende tutte uguali, creando lo stesso effetto omogeneo del chador. Un velo invisibile e non percepito, l’altro lato della stessa medaglia”.

Da qui, l’interrogatorio posto allo spettatore: “Non siamo una società più libera, siamo solo una società diversa. Come sarebbe Chiara Ferragni se vivesse in una società musulmana? Come cambierebbe la sua estetica e i suoi messaggi?”.