Mal di pancia dilaganti nel Movimento 5 Stelle dopo l’annuncio dei ministri e il relativo giuramento delle scorse ore. Diversi parlamentari, guidati da Barbara Lezzi, chiedono al capo politico Vito Crimi e al Garante Beppe Grillo di procedere con un nuovo voto su Rousseau.

“La previsione del quesito” votato l’11 febbraio 2021 “non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo Governo. Non c’è il super-ministero che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente oggetto del quesito. Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione con un quesito in cui sia chiara l’effettiva portata del ministero e che riporti la composizione del Governo”, scrive su Facebook l’ex ministra del Sud dei gialloverdi.

LA PETIZIONE – Ne segue una petizione su Change.org che raccoglie in poche ore oltre 3mila adesioni. I mal di pancia rimbalzano sulle chat e sui profili social.  “Quattro ministri al Movimento e tre a FI, abbiamo portato a casa davvero poca roba” lamentano alcuni parlamentari. Diversi escono allo scoperto. “Stamattina è tutto molto chiaro e mi permette di poter affermare con sicurezza che voterò NO al governo Draghi”, scrive su Facebook il senatore M5S Emanuele Dessì.

Anche Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, sembra non avere dubbi: “Io non posso accettare di poter avere fiducia in un governo che mi sembra essere ‘Jurassic Park’, con il recupero di mostri che hanno popolato il passato e che adesso tornano a dettar legge – attacca – Il M5S deve tornare ad essere una forza politica a difesa dei valori per cui è nato. Altrimenti come è logico anche quest’esperienza politica sfiorirà”.

“Abbiamo pochissimi ministeri di peso, ci hanno dato incarichi inutili e trattato da deficienti, non sono stati corretti”, scrive il deputato Luigi Iovino. “Chi ha condotto le trattative? Come si sono svolte?”, chiede Marta Grande. Per Valentina Palmisano “anche” il capogruppo della Camera Davide Crippa “ha avuto un peso”.

E intanto dopo l’addio al Movimento di Alessandro Di Battista, ecco arrivare, via social, quello del deputato Giuseppe D’Ambrosio. “E’ da qualche ora che provo a scrivere questo post, cancellandolo e riscrivendolo diverse volte, perché è difficile parlare di una intensa, forte e lunga storia d’amore che si interrompe con grande sofferenza, dopo aver tentato in ogni modo di seguire quello che pensavi potesse aiutare a recuperare da un “vicolo cieco” che ormai è diventato purtroppo evidente a tutti.15 anni della propria vita dedicati ad un’idea, ad un sogno, ad un simbolo, trascurando affetti, disintegrando il proprio lavoro e la propria prospettiva di vita, non si dimenticano con un post e per questo non smetterò mai di ringraziare Beppe, Gianroberto e tutti coloro che in questi anni hanno reso possibile che il sogno di pochi, diventasse la realtà di una intera nazione.Ma non posso dimenticare chi sono. Non posso dimenticare che sono il “povero” venuto dalla strada, il “pazzo” che andava ad aprire il gazebo alla Vaccina nel 2007 e da solo non riusciva ad aprirlo… ed ogni mattina doveva aspettare che qualcuno di buon cuore si fermasse per darmi una mano”, aggiunge.

“In questi anni più volte sono stato attaccato per essere un parlamentare troppo “andriacentrico”, troppo attento alle vicende della mia Andria e degli andriesi – aggiunge D’Ambrosio – Non ne sono pentito affatto ed anzi, in questi anni, vedendo il baratro nel quale stava precipitando la mia città, ho tentato in ogni modo di esserle sempre più vicino e proprio per questo AMORE verso la mia Andria, dovrete perdonarmi se farò un gesto di incoerenza: avrei voluto dimettermi! Si, lo avrei voluto ma non posso! Non posso lasciare Andria senza il proprio parlamentare nel momento più delicato della sua storia, quando probabilmente si avvicina lo spettro per la prima volta nella sua storia del dissesto economico. Nel momento in cui Andria tocca il fondo non posso lasciarla sola, perchè la pandemia e la crisi economica che ne scaturirà, metteranno a dura prova tutte le attività e le famiglie andriesi.Grazie agli andriesi sono in Parlamento, addirittura nel 2018 come il pugliese più suffragato di tutti.Sento una responsabilità. Sento il peso dei tanti volti di andriesi che non possono essere egoisticamente abbandonati.No! So che sarò giustamente criticato per questo, ma è il prezzo che accetto di pagare per cercare di restituire qualcosa agli andriesi che in questi anni mi hanno dato tanto”, sottolinea.

Redazione