TRUMP ALL’ATTACCO: “AMBIENTALISTI PROFETI DI SVENTURA” – Non è si è fatta attendere la risposta piccata del presidente statunitense Trump. Durante il colloquio con il direttore esecutivo del Wef Klaus Schwab, Trump ha sottolineato che “questo non è il tempo del pessimismo, ma dell’ottimismo. Paure e dubbi non sono buoni processi mentali perché questo è il tempo della speranza e della gioia, dell’ottimismo e delle azioni”. Per “abbracciare le possibilità di domani dobbiamo rifiutare i perenni profeti di sventura e le loro predizioni”, ha precisato il presidente Usa, sottolineando che l’America è impegnata “a preservare la maestosità della creazione di Dio, la bellezza naturale del nostro mondo”.

IL BOOM USA, L’EUROPA E LA FED – Trump nel giorno in cui inizia il processo di impeachment al Senato ha sottolineato i risultati economici raggiunti dalla sua amministrazione. “Quando ho parlato qui due anni fa preannunciavo un grande ritorno dell’America. Oggi sono orgoglioso di dire che gli Stati Uniti sono tornati a vincere di nuovo, una vittoria mai vista prima d’ora. Siamo nel mezzo di un ‘boom’ senza precedenti“, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Non è mancata quindi una stoccata alla Fed: “Questi grandiosi numeri rappresentano molte cose, nonostante il fatto che la Fed abbia alzato i tassi troppo velocemente e li abbia abbassati troppo lentamente”.

“Ci sono successe molte cose positive, mentre in altri posti succedono alcune cose non troppo belle”, ha aggiunto Trump in un chiaro riferimento all’Europa. “Competiamo con paesi con tassi negativi, significa che sono pagati per ricevere in prestito denaro. Una cosa a cui mi abituerei facilmente”, ha ironizzato Trump.

IL RAPPORTO CON LA CINA – Il presidente Usa si è soffermato anche sul tema dei rapporti con la Cina, che per i tycoon “non è probabilmente mai stato migliore”. “Inizieremo i negoziati” della ‘fase 2’ dell’accordo commerciale tra Usa e Cina “molto presto”, ha aggiunto il presidente Usa. Trump ha poi ricordato che la Cina ha accettato di impegnarsi in misure che riguardano la tecnologia e la proprietà intellettuale, alzando le barriere commerciali sui beni agricoli e messo fine alla svalutazione valutaria. “La mia relazione con il presidente Xi è straordinaria, ci amiamo”, ha sottolineato il presidente Usa. “Il commercio con la Cina si aggira intorno ai 200 miliardi di dollari, ma potrebbero arrivare a 300 miliardi con la firma della ‘fase due’ dell’accordo commerciale, ecco perché le nostre tariffe” verso i beni importati dalla Cina “rimarranno durante la fase dei negoziati”.

Redazione