Le persone con disabilità hanno diritto a una vita indipendente: ed è proprio su questo principio che si basano i progetti per il “dopo di noi”, sostenuti da fondi finalizzati all’autonomia residenziale messi a disposizione dei Municipi. Soldi che ci sono ci sono, ma sono bloccati a causa di una burocrazia a cui il Comune di Roma non riesce a trovare una soluzione, come denunciato dal comitato “Genitori Dopo di Noi”.

LA PROTESTA

Serve “ottenere al più presto e senza ulteriori rinvii o giustificazioni l’erogazione per l’intero anno 2021 dei fondi finalizzati all’autonomia residenziale riconosciuti ed evidenziati nella graduatoria allegata alla determina dirigenziale a firma dott.ssa Modafferi. In tale determina è ben chiarito che i fondi stanziati sono sufficienti a finanziare tutti i progetti personalizzati approvati dai Municipi” si legge sulla nota del Comitato. “Nel caso specifico quindi assistiamo all’assurda situazione in cui i fondi ci sono e sono sufficienti, ma non possono essere resi disponibili per le problematiche di tipo burocratico e amministrativo che il Comune ed i Municipi non riescono a superare – continua la nota -. Nonostante sia stata inviata alla sindaca di Roma Virginia Raggi ed all’assessora alle politiche sociali Veronica Mammì un grido di allarme e sia stato richiesto un loro urgente intervento per pervenire allo sblocco dei fondi stanziati per il 2021 per i servizi della legge 112, a tutt’oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta”.

Il Comitato chiede che la sindaca di Roma Virginia Raggi convochi subito l’assemblea capitolina, in modo da approvare la variazione di bilancio con decorrenza dal 1 gennaio 2021, senza la quale i Municipi ritengono che non sia possibile finanziare i servizi per il “dopo di noi”, al momento interamente sostenuti e supportati dalle famiglie, dalle persone con disabilità che riescono ancora a lavorare oppure dagli enti che li assistono, nonostante le gravi difficoltà causate della pandemia. “Il fallimento dei progetti di avvio e stabilità residenziale oltre alla chiusura delle Case comprometterebbe il lavoro di tanti anni con ripercussioni sia sociali per le famiglie e gli stessi disabili, sia occupazionali in particolare per gli operatori che con dedizione e professionalità hanno contribuito alla parziale autonomia dei nostri figli” spiegano dal Comitato. Per questo motivo è stata indetta una manifestazione che si terrà in piazza del Campidoglio domani, martedì 6 luglio dalle ore 11:00 “contro l’immobilismo e il disinteresse dell’amministrazione capitolina che nascondendosi dietro il paravento della burocrazia abbandona i propri concittadini più fragili e le loro famiglie facciamo sentire che ci siamo anche noi. Partecipiamo compatti per vedere riconosciuto il diritto ad una vita autonoma ed indipendente delle persone con disabilità”, conclude la nota.

Mariangela Celiberti