L’allarme è tale da essere riconosciuto anche dal Guardasigilli Marta Cartabia, che parlando durante l’apertura del nuovo anno della Scuola della magistratura alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva parlato di formazione dei magistrati come “un aspetto che preoccupa”.

È a confermare la preoccupazione del ministro della Giustizia sono i primi dati che emergono dal maxi concorso per l’ingresso in magistratura, svolto dal 12 al 16 luglio scorso e che mette a disposizione ben 310 posti. A presentarsi sono stati ben 5.827 aspiranti magistrati, di cui 3.797 hanno consegnato il test.

Al 2 dicembre, scrive Il Messaggero, la Commissione incaricata ha potuto esaminare 1.532 scritti e a essere definiti idonei sono solamente 88 di questi. Se questo trend dovesse essere confermato anche dalla seconda metà degli scritti da esaminare, verrebbero così coperti solo i due due terzi dei 310 posti messi a disposizione.

Il vero dramma è che un caso simile si era già verificato nel 2008, una storia che quindi si ripete. “Troppi errori di grammatica”, era stato il giudizio severo della Commissione dell’epoca, che evidente ha dovuto fare i conti con gli stessi deficit a distanza di 13 anni.

Un problema, come detto, di cui aveva parlato apertamente il ministro Cartabia il 24 novembre a Scandicci, per l’apertura del nuovo anno della Scuola della magistratura: “Troppe volte i concorsi per l’accesso alla magistratura non riescono a selezionare neppure un numero di candidati sufficienti a ricoprire tutte le posizioni messe a bando. È questo un dato su cui riflettere, che segnala un problema che deve essere affrontato. A dieci anni dall’istituzione della Scuola superiore della magistratura – aveva sottolineato il Guardasigilli -, in un tempo di bilanci, valutazioni e prospettive forse si può avviare una riflessione pure su quest’ulteriore capitolo, che riguarda direttamente il rapporto con le nuove generazioni, la trasmissione di un sapere, di una esperienza e di un’arte l’arte del giudicare, a chi verrà dopo di noi”.

Mentre è in arrivo un secondo ‘concorsone’ per l’ingresso in magistratura, addirittura con 500 posti a diposizione, numero mai visto prima, proprio il ministro Cartabia è al lavoro per cambiare il sistema di accesso alla magistratura.

L’intenzione è quella di consentire ai nuovi giuristi di avere un percorso più idoneo: l’obiettivo è quello di consentire la presentazione al concorso subito dopo la laurea. Via dunque i 18 mesi di tirocinio che si facevano in tribunale per inserire due anni di scuola di specializzazione per le professioni legali oppure tramite dottorato di ricerca.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.