Stop ad arrivi e transiti anche dalla Serbia, dal Montenegro e dal Kosovo. Ad annunciarlo, attraverso Facebook, è stato il ministro della Salute Roberto Speranza. La decisione è scaturita dai numeri dell’epidemia che nelle ultime settimane hanno rilevato una situazione preoccupante nell’area balcanica. I confini sono chiusi per chi avesse negli ultimi 14 giorni visitato i Paesi indicati.

“Ho firmato una nuova ordinanza che aggiunge Serbia, Montenegro e Kosovo alla lista dei Paesi a rischio – si legge nel post – Chi è stato negli ultimi 14 giorni in questi territori ha il divieto di ingresso e transito in Italia. Nel mondo l’epidemia è nella fase più dura. Serve la massima prudenza per difendere i progressi che abbiamo fatto finora”.

L’ ordinanza firmata oggi dal ministro prevede il blocco dei voli aerei, dei treni e di tutti gli altri mezzi di trasporto per il collegamento da e per la Serbia, il Montenegro e il Kosovo. La lista già comprendeva 13 nazioni. Attualmente lo stop riguarda dunque 16 paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo.

Lo scorso 30 giugno l’Unione Europea – secondo criteri come il numero dei nuovi casi negli ultimi 14 giorni per 100mila abitanti; la tendenza stabile o decrescente di nuovi casi; il contrasto al covid-19 sulla base di test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento e informazioni – aveva emanato una raccomandazione che permetteva l’ingresso ad Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay. Alla Cina venne applicato il processo di reciprocità. Esclusi in quel caso Stati Uniti e Brasile. La raccomandazione non è tuttavia uno strumento giuridicamente vincolante.