«Ci sono grandi divergenze, non credo che oggi si arriverà a un accordo». A restituire il clima del Consiglio europeo, che da ieri vedrà capi di Stato e di governo dell’Ue riuniti per almeno due giorni alla ricerca di un accordo sul pacchetto costituito dall’Mff – il Quadro Finanziario Pluriennale dell’Ue per il 2021-27 da 1.074 mld, e da Next Generation Eu, il piano per la ripresa da 750 mld di euro (500 mld di trasferimenti e 250 mld di prestiti) che vede l’Italia come primo beneficiario – è Angela Merkel in una pausa dei lavori. Che sin da subito liberano scintille tra il premier Conte e il primo ministro olandese Mark Rutte, autore di una proposta che imponga forti condizionalità all’Italia, in cambio di prestiti.

Una proposta «incompatibile con i trattati e impraticabile sul piano politico», tuona il presidente del Consiglio. «Dobbiamo dirci le cose con chiarezza. Il Parlamento è deluso dalla proposta di Quadro finanziario pluriennale presentata a questo tavolo», rincara la dose il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, nel suo intervento davanti al Consiglio Europeo. «Non possiamo permetterci di non avere un accordo in Consiglio» sull’Mff 2021-27 e sul Recovery Plan. «Qualsiasi rinvio potrebbe provocare nuove tempeste e mettere in difficoltà l’Europa. Tempeste finanziarie potrebbero abbattersi sulle nostre finanze pubbliche, se non c’è un’Europa che decide» ha avvertito Sassoli.

«Abbiamo da tempo richiesto – ha ricordato – che il Qfp garantisca un adeguato livello di finanziamento delle politiche di convergenza e al tempo stesso metta in campo i fondi necessari per quelle priorità che tutti salutano come decisive: green deal, digitalizzazione e resilienza». Ma per il premier olandese Mark Rutte, capofila dei cosiddetti ‘frugali’, «le possibilità che arriviamo ad un accordo questo fine settimana sono meno del 50%». «I negoziati saranno difficili», da Italia e Spagna deve venire «un chiaro impegno» sulle riforme, ha insistito Rutte.