Fuori i nomi che non fanno parte della ristretta cerchia di fedelissimi, con un Movimento 5 Stelle che si fa sempre più partito ‘personale’. È questo il nuovo corso dei pentastellati guidati da Giuseppe Conte: l’ex premier ha infatti presentato oggi la nuova segreteria, che rappresenta chiaramente il tentativo dell’avvocato di Volturara Appula di silenziare il dissenso interno.

Così la nuova segreteria vede cinque vice: la vicaria, ovvero colei che prende il posto di Conte in caso di sua assenza, è la senatrice e vicepresidente di Palazzo Madama Paola Taverna, grillina della prima ora e soprattutto grande nemica di Virginia Raggi; quindi trova posto in segretaria anche Mario Turco, senatore pugliese del M5s ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il governo Conte bis; spazio dunque ad Alessandra Todde, viceministro dello Sviluppo economico ed ex sottosegretaria al mise durante il governo M5S-PD; Michele Gubitosa, deputato-imprenditore molto vicino a Conte; infine Riccardo Ricciardi, deputato e vice capogruppo, considerato uomo di fiducia di Roberto Fico.

All’appello nella lista, che inizialmente veniva pronosticata come tutta al femminile, mancano due nomi che erano circolati alla vigilia: Chiara Appendino e Lucia Azzolina. La sindaca uscente di Torino, che sta per avere il secondo figlio, era in prima fila nel ‘no’ ad ogni possibile accordo col Pd sotto la Mole, sia per una candidatura unitaria che per un appoggio al ballottaggio, posizione che aveva messo in difficoltà lo stesso Conte con “l’alleato” Enrico Letta. Anche per l’ex ministro dell’Istruzione non c’è stato spazio nella segreteria, troppo poco ‘contiana’ per entrare nella cerchia degli eletti in segreteria. 

Per Conte resta sulla sfondo il problema della sostituzione di Davide Crippa, il capogruppo alla Camera che Ricciardi, appena nominato in segreteria, ha provato a convincere per consentire così a Conte di cambiare i direttivi del Movimento. Al su posto l’ex presidente del Consiglio vorrebbe Alfonso Bonafede, già ministro della Giustizia.

“MAI ALLEATI CON CALENDA E RENZI” – Ma nell’assemblea congiunta dei parlamentari Conte ha anche parlato del futuro del Movimento e della questione delle alleanze. 

A Letta, che dalla sua posizione di forza emersa nelle amministrative vorrebbe riproporre un Ulivo 2.0 che vada dai pentastellati a Renzi e Calenda, Conte risponde con un secco ‘no’. “Il Movimento 5 stelle non si alleerà mai con Azione di Carlo Calenda né con Italia Viva di Matteo Renzi“, dice l’ex premier. Conte quindi risponde così alle dichiarazioni di Calenda, che aveva sottolineato di non volere i 5 Stelle come alleati: “Forse non ti sei accorto che nessuno di noi si è mai dichiarato disponibile ad averti come alleato”.

Chiaro anche il messaggio a Renzi e Italia Viva, con l’ex premier definito come “il caso limite di chi, saltellando da una comparsata tv e un rinascimento arabo” deve “accontentarsi delle percentuali dei sondaggi che stabilmente lo accreditano un punto sopra lo zero”.

Redazione